Antenna 5G a Sabbio Chiese, la mobilitazione sospende il progetto

A Sabbio Chiese la battaglia contro la nuova antenna 5G è diventata un simbolo di partecipazione civica. In poche settimane, i timori iniziali si sono trasformati in una mobilitazione concreta che ha coinvolto l’intero paese cambiando le carte in tavola e aprendo a nuovi scenari.
La vicenda
Tutto era cominciato a luglio, quando la società Cellnex Italia Spa aveva presentato la richiesta di installare un impianto alto oltre quaranta metri in un terreno privato di via Caduti, nei pressi del Bici Grill, in un’area residenziale immersa nel verde e frequentata da famiglie e sportivi. La prospettiva di una struttura tanto imponente aveva suscitato reazioni immediate: preoccupavano l’impatto paesaggistico e ambientale, le incertezze legate alla salute pubblica e la possibile svalutazione degli immobili circostanti.
Il progetto, esaminato dalla Conferenza dei Servizi con la partecipazione di Arpa, Ats, Soprintendenza e Comune, aveva ricevuto il parere contrario dell’Amministrazione guidata dal sindaco Onorio Luscia, seppur non vincolante.
Raccolta firme
Da lì la decisione di passare dalle parole ai fatti. Il Comune ha promosso una raccolta firme per chiedere lo stop all’intervento o almeno una revisione della collocazione. La risposta è andata oltre ogni aspettativa: in poche settimane, grazie anche all’apertura ai non residenti, quasi mille persone hanno firmato la petizione, sostenuta da orari estesi e da un forte passaparola.
I primi risultati
Oggi quell’impegno collettivo comincia a dare i primi risultati. L’iter del progetto è in sospeso: il proprietario del terreno individuato, che inizialmente aveva dato disponibilità, ha formalmente ritirato il consenso. Nel frattempo, il Comune ha proposto alla società una nuova area alternativa, più decentrata e meno impattante, lungo via del Fango, a nord del Bici Grill, su un terreno di proprietà comunale.
I tecnici di Cellnex stanno ora valutando la proposta dell’Amministrazione, che potrebbe conciliare le esigenze tecniche con la volontà di salvaguardare il paesaggio e la vivibilità del paese. Da protesta a proposta, Sabbio Chiese ha trasformato una controversia locale in un’occasione di dialogo e coesione.
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