Alto Garda, stop alla ciclovia: troppo rischiosa, meglio i battelli
Trovata la soluzione che mette d’accordo tutti: la via d’acqua. Nel tratto tra Gardone Riviera e Limone la Ciclovia del Garda non correrà su strade o passerelle sospese.
Non ci saranno infrastrutture, cantieri, tagli di vegetazione. In alto lago, nel tratto più complicato dal punto di vista progettuale, oltre che pericoloso visto il rischio di dissesti idrogeologici, per chiudere l’anello ciclabile attorno allo specchio d'acqua si farà ricorso all’intermodalità, con due battelli ibridi che faranno la spola tra i Comuni della riviera altogardesana trasportando i ciclisti via lago.
I contrari
Sono stati in un certo senso accolti, dunque, gli appelli dei comitati che da tempo chiedevano di fermare un progetto ritenuto devastante dal punto di vista paesaggistico, oltre che pericolosissimo, visto che la ciclabile avrebbe dovuto correre ai piedi di falesie estremamente fragili, dove le frane sono un fenomeno noto e frequente, forse addirittura intensificatosi negli ultimi tempi.
Tutti d’accordo, sulla nuova soluzione, anche i sindaci della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano.
Se fino a qualche mese fa era il solo primo cittadino di Tremosine, Battista Girardi, a ribadire ad ogni occasione quanto sarebbe stato folle far passare una ciclovia sotto falesie che continuano a franare, ora l’accordo è condiviso.
Investimento di 10 milioni
E Regione Lombardia, competente per la realizzazione dei tratti bresciani dell’anello ciclabile, ha infine accolto le istanze del territorio. A comunicarlo è stata l’assessora regionale alle infrastrutture e opere pubbliche Claudia Terzi, accolta a Gardone Riviera dal sindaco Adelio Zeni, prima per un sopralluogo lungo il tratto gardonese della ciclovia e poi per un summit in municipio con gli altri sindaci, progettisti e funzionari.
«Il terzo lotto della ciclovia del Garda – ha detto Terzi –, tra Gardone Riviera e Limone sul Garda, non prevede la realizzazione dell’infrastruttura ciclabile, ma si rifarà all’intermodalità, sfruttando due battelli veloci su cui caricare le bici per affrontare, sulla via d’acqua, questo tratto». Il tutto con la regia di Navigazione Laghi, che ha garantito la completa disponibilità.
Servirà un investimento di circa 10 milioni per l’acquisto dei due battelli ibridi previsti in questa prima fase, ancora preliminare, della definizione del servizio, ma è un importo di certo inferiore a quello che sarebbe stato necessario per realizzare la pista in un’area complicata come quella altogardesana, dove in molti tratti tra la falesia e il lago c’è spazio solo per la statale 45 bis Gardesana Occidentale.
A chi si rivolge il servizio
«Al tavolo con Comunità Montana e Navigarda – conclude l’assessora Terzi – il compito di definire i dettagli del futuro servizio, pensato non solo per ciclisti e turisti, ma anche per i residenti e i pendolari, per liberare la Gardesana dalle auto di chi si sposta per lavoro».
«È quanto auspicavamo», commenta soddisfatto Chicco Risatti, sindaco di Limone sul Garda e presidente della Comunità Montana, che dal futuro servizio di trasporto veloce via acqua, con scali nei diversi centri altogardesani, si aspetta «un 30% di auto in meno sulla Gardesana. Solo a Limone – dice Risatti – in stagione arrivano in paese almeno 250 auto di lavoratori ogni giorno. Pensate se questi ultimi arrivassero in battello». Per funzionare, dovrà essere un servizio non solo pratico, ma anche economicamente accessibile. I tempi? Risatti è ottimista: «In due anni sarà attivo».

Soddisfazione
Soddisfatti anche i consiglieri regionali bresciani Claudia Carzeri e Floriano Massardi, che hanno organizzato il summit tra l’assessora Terzi e il territorio. Il bypass tramite battello era stato auspicato nei mesi scorsi anche dalla presidente della Comunità del Garda, Mariastella Gelmini, che più volte ha ribadito di non ritenere la ciclovia prioritaria rispetto ad altre esigenze del territorio (viabilità e depurazione).
La sindaca di Toscolano Maderno, Chiara Chimini, puntualizza: «Tutte le richieste accolte da Regione Lombardia sono state avanzate in modo unanime dai sindaci della Comunità Montana».
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