All’ex Idroscalo di Desenzano si punta sul collegamento aereo

Chissà che davvero si torni a vedere gli idrovolanti davanti all’Idroscalo. Intanto, l’intenzione di farlo diventare un albergo pare essere naufragata: «Il lavoro di squadra compiuto negli ultimi sette anni - rivendica il sindaco Guido Malinverno - ha salvato la storia».
È successo che Difesa Servizi (la società del Ministero della Difesa che si occupa della gestione economica dei beni del dicastero non direttamente correlati alle attività operative delle Forze armate) ha pubblicato un nuovo avviso «per la riqualificazione, valorizzazione, gestione economica di asset della Difesa». E l’Idroscalo di Desenzano c’è anche questa volta, ma con una destinazione nettamente differente rispetto a quella del 2018: all’epoca la Difesa Servizi cercava privati interessati a farne una struttura ricettiva e residenziale per la terza età. Nessuna delle due opzioni era andata a buon fine.
Ora, nell’avviso appena pubblicato (e per cui gli interessati possono farsi avanti entro il 15 novembre) per l’Idroscalo si ipotizza un futuro molto diverso, in un’ottica di valorizzazione e conservazione: «Difesa Servizi - si legge nella scheda che riguarda il compendio in forza al Sesto Stormo di Ghedi - intende sviluppare un’iniziativa diffusa su scala nazionale per la valorizzazione degli ex idroscali, con l’obiettivo di recuperare il patrimonio storico e realizzare una rete che consenta il collegamento aereo, mediante idrovolanti, per finalità turistiche, culturali, sportive e ricreative».
Il progetto prevede l’affidamento in concessione di altri idroscali in Italia: oltre a quello di Desenzano, ci sono quello di Vigna di Valle a Roma, l’Ivo Monti di Cagnano Varano, in provincia di Foggia, l’ex idroscalo Bologna di Taranto e quello di Marsala (Trapani), oltre a quello di Siracusa.
Trattativa
Da Piano di governo del territorio, lo ricordiamo, per l’area dell’Idroscalo è prevista una destinazione turistico-ricettiva da 4mila metri quadrati e 12mila metri cubi, parte dell’accordo che era stato sottoscritto dall’ex Amministrazione Leso per ottenere la pubblica fruizione del parco adiacente. Del rischio che davvero all’idroscalo potesse venire alla luce un maxi albergo si è sempre discusso, tra le polemiche, con grande apprensione.
Ma ora il sindaco Malinverno mette il punto: «Non si parla più né di alberghi né di strutture per anziani, ora si parla di cultura e di valorizzazione. Ed è frutto del lavoro svolto da me con Difesa Servizi e Aeronautica negli ultimi anni, con l’obiettivo comune di tutelare quel luogo dalla grande valenza storica e documentale».
Come scordare che l’Idroscalo fu base del Reparto Alta Velocità e che proprio da lì, il 23 ottobre 1934, il maresciallo Francesco Agello raggiunse il record mondiale di velocità per idrovolanti tutt’ora imbattuto? Impossibile.
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