Cronaca

Aleandro Baldi al De André: «La musica mi ha insegnato l’emozione»

Il cantautore ha incontrato un centinaio di studenti: confronto su disabilità, generi musicali e valore dei testi
Francesca Marmaglio
Aleandro Baldi dialoga con gli studenti al liceo De Andrè
Aleandro Baldi dialoga con gli studenti al liceo De Andrè

Chi ha l’età anagrafica per farlo, lo ricorda soprattutto per quel Festival di Sanremo del 1992 condiviso in coppia con Francesca Alotta e vinto tra le «Nuove proposte» con il brano Non amarmi. Aleandro Baldi, cieco dalla nascita, era ed è stato senza dubbio molto di più di quella canzone, ma per onestà intellettuale è impossibile non citarla, non fosse altro per il fatto che, seppur proposta da un underdog, è diventata una delle canzoni più importanti della musica italiana.

Vedere con il cuore

Aleandro Baldi è stato, oltre che un cantante, un musicista (suona piano e chitarra) e compositore: oggi oltre a cantare, insegna musica occupandosi anche di musicoterapia. Lo ha raccontato questa mattina al Liceo De Andrè Scienze Umane indirizzo economico sociale, durante l’incontro «Vedere con il cuore» davanti ad una platea attenta di un centinaio di studenti e studentesse.

«La nostra idea era quella di dare la possibilità ai nostri giovani di incontrare una persona che ha fatto della disabilità una forza anche nella sua professione – ha detto la vice preside dell’istituto Maddalena Gusmeri –. Abbiamo analizzato con loro una serie di brani scritti da Baldi che affrontano tematiche di un certo spessore. I ragazzi hanno strutturato e pensato le domande. Per loro queste storie di vita devono essere spunti positivi, perché devono continuare a credere, anche nelle difficoltà, che nonostante tutto la vita è un’opportunità, e che abbiamo sempre delle risorse per uscire da un problema».

Le domande hanno spaziato fra passato e presente, da «quanto è cambiata la musica di allora da quella di oggi?» fino ad entrare più nello specifico con curiosità sui testi di alcune canzoni «ma le parole violente di alcuni brani possono condizionare il comportamento di chi le ascolta?»

I messaggi

«Dai miei tempi sono cambiate tante cose – ha detto Baldi - , ma la musica è sempre la stessa. Ci sono generi nuovi come rap e trap che negli anni ’90 erano ai loro albori, ma i ragazzi e le persone hanno sempre bisogno anche della melodia. I testi? Credo che l’emozione possa influenzare quindi bisogna incanalarla nella direzione giusta: possono essere utili o, se incanalate con violenza, anche deleterie».

Uno scatto a margine dell'incontro - © www.giornaledibrescia.it
Uno scatto a margine dell'incontro - © www.giornaledibrescia.it

Qualche domanda ha cercato anche di esplorare la sfera più personale di Baldi, che ha risposto senza mai tirarsi indietro: «La cosa più importante che la musica mi ha insegnato è entrare in contatto con le mie emozioni, non respingerle, ma provare ad utilizzarle. La musica è nata con me. Fin da bambino prima le canzoni, poi gli strumenti, ma anche i suoni dei giocattoli, tutto mi attirava. Avevo inclinazione e dimestichezza con il suono».

La musica come strumento

Oggi Aleandro Baldi, come detto, continua a cantare e a scrivere, ma lavora anche con la disabilità: «Con la musica e il suono cerchiamo di trovare un linguaggio con chi ha l’autismo – ha spiegato l’ospite -, mentre con le canzoni, con i testi lavoriamo per curare i traumi anche dei più piccoli. E poi passare il mio tempo con i bambini ho scoperto che mi piace molto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

Le notizie della sera

Il riassunto della giornata, con le principali notizie e gli approfondimenti della redazione.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...