A Ghedi parte l’intervento da 350mila euro per salvare Palazzo Arcioni

Dopo 5 anni di perizie, progetti, domande alla Soprintendenza ed altro ancora, compresa la ricerca dei soldi per un intervento che non era nei programmi, è stato aperto il cantiere per la messa in sicurezza di Palazzo Arcioni. Siccome sono previsti 250 giorni lavorativi, a novembre tutto dovrebbe essere finito.
Il condizionale è d’obbligo perché, dicono i tecnici, «quando intervieni sulle fondamenta di un edificio storico non sai cosa puoi trovare là sotto. Vedremo a lavori in corso». Intanto si spera. Sperare non costa niente: il resto, invece, parecchi soldi.
Il lungo iter
Tutto era iniziato nel 2021, quando sul muro perimetrale di Palazzo Arcioni erano apparse alcune crepe: innocue rughe, frutto di un normale assestamento, o qualcosa di grave? Buona la seconda.

Indagini approfondite avevano accertato la causa delle fessure: tutto dipendeva dalla falda che, alzandosi e abbassandosi a seconda delle stagioni, muoveva le fondamenta, le quali «spingevano» i muri del Palazzo. Da qui le crepe.
Tecnici specializzati hanno messo a punto un progetto che, approvato dalla Soprintendenza, contempla l’intervento in due tempi.
Gli interventi
Il secondo prevede uno scavo, e il successivo rinforzo delle fondamenta con un’abbondante iniezione di cemento armato. Prima di scavare, però, per evitare crolli bisogna mettere in sicurezza la struttura: il primo intervento, quindi, prevede che Palazzo Arcioni venga letteralmente incatenato. Durante i lavori si procederà anche ad una verifica delle capriate del tetto perché, tramite i muri, i movimenti delle fondamenta potrebbero essere arrivati sin lassù. La speranza è che la copertura non abbia subito contraccolpi se no, ai circa 350.00 euro preventivati, bisognerà aggiungerne altri. Trovarli non sarà facile.
Il problema dei soldi non è l’unico. I lavori comportano lo spostamento di alcune bancarelle del mercato: sei di queste, quelle che il giovedì occupano l’area del cantiere, verranno dislocate altrove. C’è poi la biblioteca che da alcuni anni si è trasferita all’interno di Palazzo Arcioni. «La porzione interessata ai lavori rimarrà chiusa per due-tre mesi – dice l’assessore Martino Pasini –. Dobbiamo però capire come reagirà il fabbricato quando scaveremo e inietteremo il calcestruzzo per stabilizzare le fondamenta: se 60-90 giorni non bastassero, la chiusura potrà essere prolungata».
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