Addio a due pilastri, la comunità piange Rina e Luigi

La comunità di Adro e Torbiato ha dato l’ultimo saluto, nel giro di pochi giorni, a due volti molto noti in paese, due autentiche colonne del volontariato e del tessuto sociale nel borgo della Franciacorta, entrambi scomparsi nei giorni scorsi.
Il primo ad andare avanti è stato Luigi Ambrosini, volontario comunale dell’Ufficio servizi sociali. Lascia i figli Oscar e Massimo, i fratelli Gianpietro e Aldo, le sorelle Oriana e Mariagrazia. Per anni si è occupato del trasporto degli anziani e delle persone con disabilità. Centinaia e centinaia i viaggi verso luoghi di casa o di recupero effettuati.
«Luigi – spiega in una nota il Comune di Adro – non era solo un autista: era un compagno di viaggio discreto e premuroso, la sua disponibilità e discrezione rassicurante resteranno impressi nel cuore di chi ha viaggiato al suo fianco. Ha saputo donare il proprio tempo con umiltà, diventando un punto di riferimento prezioso per i nostri servizi sociali. Grazie, Luigi, per l’esempio civico che ci lasci».
Pochi giorni dopo Ambrosini, è scomparsa anche Caterina Colosio, 79 anni, per tutti ad Adro «Rina l’infermiera», uno di quei casi in cui la professione era diventata, con il passare del tempo, una vera e propria missione di cura collettiva, alternando l’attività con diverse associazioni a quella personale, a disposizione di tutto il borgo franciacortino.
Lascia il marito Alberto, il figlio Marco e la sorella Alice. «Per tanti cittadini – spiegano ancora da palazzo Bargnani Dandolo, la sede del Municipio adrense – Rina è stata un punto di riferimento: una professionista competente, instancabile e profondamente devota al proprio lavoro. Con la sua schiettezza, il suo carattere deciso e la grande esperienza maturata negli anni, ha saputo affrontare situazioni difficili e offrire sostegno, sicurezza e presenza concreta a chi ne aveva bisogno. Rina ha accompagnato e aiutato generazioni di adrensi, diventando nel tempo una figura conosciuta e rispettata da tutta la comunità. Con la sua scomparsa Adro perde non solo una professionista preziosa, ma anche un pezzo della propria storia».
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