Adamello e Stelvio: cani per proteggere le greggi da lupi e orsi

Giuliana Mossoni
I due parchi puntano sugli animali da guardia con il progetto «Guardiani» da protezione e sulle regole di coesistenza
Due cani da guardia - © www.giornaledibrescia.it
Due cani da guardia - © www.giornaledibrescia.it
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La convivenza tra uomo, turismo e grandi carnivori torna al centro del dibattito anche in Valcamonica. I parchi dell’Adamello e dello Stelvio hanno ideato il progetto «Guardiani», con l’obiettivo di favorire una coesistenza sostenibile in alta quota. L’iniziativa, sancita da un accordo di programma, mira a sviluppare strumenti concreti per gestire la presenza di lupi e orsi, sempre più diffusa anche in Valcamonica, senza compromettere le attività tradizionali cui la popolazione è ancora molto attaccata, come l’allevamento e il pascolo, o il turismo.

Una delle azioni centrali è la formazione. Dopo il successo del primo incontro a Sondrio, che ha coinvolto pastori e allevatori valtellinesi sulla prevenzione e sulla coesistenza, per l’area camuna è in calendario un primo appuntamento (online) martedì 28 alle 17.30, dedicato ai cani da protezione del bestiame. Verrà approfondito il ruolo di questi animali, fondamentali per la difesa delle greggi, e saranno fornite indicazioni su come comportarsi quando li si incontra durante le escursioni. Il webinar sarà l’occasione per presentare «Guardiani» e affrontare temi attuali come la corretta gestione dei cani da compagnia durante le attività outdoor e le buone pratiche per frequentare l’ambiente alpino.

Rafforzare il dialogo

Nelle prossime settimane sono in programma ulteriori appuntamenti, tra cui uscite sul campo per rafforzare il dialogo tra istituzioni, allevatori e frequentatori della montagna e costruire soluzioni in grado di tutelare l’economia locale e gli ecosistemi alpini. «Guardiani» punta a trasformare una criticità in un’opportunità, promuovendo una nuova cultura della montagna e rafforzando le misure di prevenzione dei danni da grandi carnivori, attraverso la diffusione di antidoti come l’utilizzo dei cani da protezione, le recinzioni elettrificate e una gestione più attenta degli alpeggi.

Il progetto punta anche sull’informazione, fondamentale per ridurre i conflitti e aumentare la consapevolezza di chi vive in montagna, con iniziative dedicate a escursionisti e operatori turistici, per promuovere comportamenti corretti in presenza di greggi e cani da guardia. Altro elemento centrale è il monitoraggio, con azioni per raccogliere dati sulla presenza dei grandi carnivori.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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