Un accordo con la Provincia autonoma di Trento che garantisce acqua aggiuntiva per il bacino del Chiese e il lago d’Idro. Ad approvarlo, su proposta dell’assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica Massimo Sertori, è stata la Giunta regionale.
«Avevamo definito l’intesa con la Provincia autonoma – spiega l’assessore Sertori – alla vigilia del Tavolo idrico e la Giunta ha ratificato i contenuti di un accordo che interessa le stagioni irrigue 2026 e 2027. In base al documento potremo fruire dell’erogazione di volumi di acqua aggiuntivi utili al territorio lombardo».
I dettagli
In sintesi, con l’accordo si prevede la possibilità per il regolatore-gestore della regolazione del lago d’Idro (AIPo) di chiedere l’erogazione verso il lago di volumi aggiuntivi rispetto a quelli disciplinati dal Regolamento 2002, ovvero fino a più 10 milioni di metri cubi se disponibili negli invasi Alto Chiese e in determinate condizioni di severità idrica.
Tutto ciò a fronte della possibilità di trattenere integralmente gli afflussi naturali in arrivo al serbatoio Alto Chiese per ricostituire i volumi anticipati nel periodo successivo a quello di erogazione.
«Grazie a questa collaborazione tra enti e territori – conclude Sertori – la società HDE, che gestisce gli invasi in Trentino a monte del Lago d’Idro, rende disponibili nel nostro lago 9 milioni di metri cubi di acqua, consentendoci di avere un po’ più di respiro anche sul bacino del Chiese».



