C’è un obiettivo chiaro nella gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo e dei monori non accompagnati. Il Ministero dell’interno ha infatti deciso di avviare la progressiva chiusura e dismissione dei Cas, i Centri di accoglienza straordinaria, (spesso alberghi o residence gestiti da privati) in favore dell’implementazione del sistema Sai, Sistema di accoglienza integrata, che vede in campo reti di enti locali per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata.
Il bando
Da alcune settimane infatti il Ministero dell’Interno ha aperto un bando per l’individuazione di 3202 nuovi posti a livello nazionale e ieri mattina il Prefetto di Brescia, Andrea Polichetti, in collaborazione con il Coordinamento Sprar/Sai Bresciani, ha tenuto un incontro con le realtà del territorio attive nel settore per spiegare le opportunità offerte dal nuovo bando, i fondi a cui è possibile accedere, e sondare le disponibilità. All’incontro, tra gli altri, hanno partecipato i referenti dei dodici Ambiti Territoriali Sociali della provincia di Brescia e della Conferenza dei Sindaci ASST Valcamonica e ATSP Valcamonica Piano di Zona relativi ad ATS Valcamonica.
Secondo una stima, prudente, del Broletto, nella nostra provincia, entro il 10 novembre data di scadenza del bando, potrebbero essere attivate alcune decine di posti, realisticamente tra 30 e 50. Si tratta però di stime dato che, per ora, nessuno ha ancora formalizzato nuove disponibilità e il conteggio dei posti di accoglienza integrata della provincia di Brescia per adesso, resta fermo a 614.
In una nota diffusa ieri, il Broletto ha spiegato che l’obiettivo è quello di «favorire l’attuazione della strategia nazionale derivante dal nuovo sistema di regole introdotto dal Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, finalizzato a razionalizzare la governance migratoria e la spesa pubblica destinata all’accoglienza, nonché la progressiva riduzione dei Centri di Accoglienza Straordinaria in favore delle progettualità Sai».




