La scadenza della concessione è ormai alle porte, ma sul futuro dell’autostrada A4 Brescia-Padova pesa ancora una doppia incognita: chi la gestirà dal prossimo anno e a quali condizioni avverrà il passaggio di consegne. Il tronco autostradale di 146 chilometri (45 dei quali in territorio bresciano) risulta attualmente gestito da A4 Holding – società che fa capo al gruppo spagnolo Abertis – tramite una concessione che scadrà il prossimo 31 dicembre. La normativa stabilisce che al Ministero dei Trasporti spetta il compito di attivarsi per predisporre un bando di gara europeo per l’affidamento della gestione nei prossimi anni.
In alternativa, la legge Concorrenza del 2024 prevede la possibilità di procedere ad un affidamento diretto a favore di società in house, ovvero a capitale totalmente pubblico. Quest’ultima pare ormai essere anche l’unica opzione realmente percorribile nel poco tempo che resta a disposizione. Infatti, già lo scorso aprile l’Autorità nazionale anticorruzione aveva sollecitato la necessità di una «immediata indizione delle procedure» sia per evitare la proroga della concessione in essere che per favorire il pieno rispetto della normativa esistente. A poco più di due mesi dalla scadenza, il bando non risulta ancora pubblicato dal Ministero.
I mancati investimenti
La questione di un passaggio di consegne tra il concessionario uscente e quello entrante è però condizionata da un nodo economico e amministrativo. La questione ruota intorno ai circa 158 milioni di euro di mancati investimenti che l’Autorità di regolazione dei trasporti – in un recente parere – ritiene che A4 Holding debba versare allo Stato entro la scadenza della concessione. Una ricostruzione che viene contestata dalla società, che attribuisce la responsabilità dei ritardi al Ministero, responsabile – è la tesi – di ritardi nell’aggiornamento del Piano economico finanziario e di un mancato adeguamento dei pedaggi autostradali. A dirimere la questione sarà il Tar del Lazio, presso cui è aperto un contenzioso.
Il candidato principale
Ciò che invece è certo è che entro il 1° gennaio sarà necessario individuare un nuovo concessionario per la tratta Brescia-Padova. Il candidato principale alla gestione appare essere Cav Spa, società partecipata al 50% dal Ministero dell’Economia e al 50% da Regione Veneto. La strada è stata tracciata dallo stesso Matteo Salvini, rispondendo ad un’interrogazione alla Camera lo scorso 7 ottobre: «Stiamo lavorando perché questo sia il primo evidente esempio di una nuova stagione di autonomia infrastrutturale. Autonomia significa una cosa molto semplice: una strada percorsa dai veneti, che viene gestita dai veneti, pedaggi pagati dai veneti che vengono reinvestiti per migliorare le strade dei veneti». Includendo in questo ragionamento anche i 45 chilometri in territorio lombardo.



