A Salò il Ctb aiuta il Comune per dare un futuro al teatro
Comune e Centro Teatrale Bresciano insieme per ideare un futuro sostenibile per il teatro di Salò. La partnership, sancita da un protocollo d’intesa triennale, è stata presentata dal sindaco Francesco Cagnini, che per l’occasione ha aperto, per pochi fortunati, le porte del vecchio teatro comunale di piazza San Bernardino, inaugurato il 1° novembre 1873 con il Rigoletto di Verdi e in disuso dagli anni Settanta.

Il restauro dello stabile, promosso e avviato nel 2019 dall’Amministrazione Cipani, è un’opera che l’Amministrazione Cagnini ha dunque ereditato, ma che ha da subito posto sotto la sua lente, attuando una puntuale ricognizione dell’intervento, aggiornando la previsione di spesa (14,5 milioni rispetto ai 7,5 indicati nel progetto di fattibilità del 2018) e rivedendo, sulla base del reale stato di avanzamento delle opere, il crono programma.
Accordo
Ora un ulteriore, significativo passo: il coinvolgimento di Ctb nei tre ambiti dell’operazione: progettuale, economico e gestionale. «Abbiamo ritenuto necessario – spiega Cagnini – individuare su questi aspetti un partner che ci affiancasse, dotato delle specifiche professionalità ed esperienze, trovando nel Ctb il naturale interlocutore».
La collaborazione si articolerà in diverse fasi: «Innanzitutto con un supporto tecnico: il Ctb affiancherà progettisti e direzione lavori con l’obiettivo di creare uno spazio realmente polifunzionale. Ctb fornirà poi consulenza per individuare finanziamenti pubblici e privati, in un’ottica anche di sostenibilità economica e contenimento della spesa. Garantirà inoltre supporto amministrativo specializzato e collaborerà a un piano gestionale che garantisca la sostenibilità del teatro nel medio e lungo periodo».
Motore sociale
«Aprire un teatro – afferma il direttore del Ctb, Gian Mario Bandera – significa innestare nel cuore di una città un motore sociale e culturale capace di imprimere un moto positivo nel lungo periodo sotto molti aspetti». Ieri a Salò, a sottolineare la rilevanza territoriale dell’operazione, c’erano anche Comune di Brescia e Provincia, soci del Ctb, rappresentati dall’assessore Michela Tiboni e dal consigliere delegato Nini Ferrari.
«Abbiamo avviato un disegno – ha precisato il vicesindaco Alberto Comini – per riportare la cultura al centro della nostra vita di comunità. Stiamo lavorando per far sì che la città giunga preparata al momento della riapertura di questo luogo».

Sui tempi di conclusione del restauro, il sindaco Cagnini evita proclami: «L’intero 2025 servirà per dare attuazione al terzo lotto, opera da 2,5 milioni dedicata soprattutto ad impianti e sotto servizi. Abbiamo programmato il quarto lotto per il 2026. Poi procederemo con gli step successivi». Ci vorrà ancora qualche anno, insomma, prima che il sipario si alzi mostrando al pubblico la bellezza del nuovo teatro salodiano.
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