Cronaca

A Chiari tramonta il progetto del tempio crematorio

Emerge dalle linee di mandato del sindaco Zotti. Sì, invece, al nuovo ospedale. Vizzardi: «Manca una visione»
Andrea Facchi
Un disegno illustra come sarebbe stato il tempio crematorio - © www.giornaledibrescia.it
Un disegno illustra come sarebbe stato il tempio crematorio - © www.giornaledibrescia.it

«No» al tempio crematorio. È la posizione dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Gabriele Zotti che emerge dalle linee di mandato presentate in Consiglio. Linee di mandato tra le quali figurano tante proposte, ma anche un «no», si diceva, alla nascita di un tempio crematorio a Chiari, progetto voluto dalla precedente Amministrazione.

Dalle minoranze è polemica. A riferire le linee programmatiche è stato Alessandro Cugini (staff del sindaco): «Aumenteremo il controllo del territorio - ha detto -. Metteremo in sicurezza gli ingressi delle scuole. In materia di tributi vogliamo pesare il meno possibile sui cittadini. Quanto alle opere pubbliche prevediamo la riqualificazione del centro sportivo e una nuova piscina estiva. Sarà, inoltre, interrotto il percorso per un tempio crematorio. L’ex cava Betongamma sarà riempita con terra e rocce da scavo per creare un parco agro-fotovoltaico». E ancora: «Sosterremo il progetto di un nuovo ospedale, valorizzeremo i luoghi della cultura, miglioreremo la raccolta differenziata. E puntiamo alla riorganizzazione dei mercati».

Discussione

Sul tempio crematorio il consigliere di maggioranza Gianmario Sirani ha aggiunto che «vi erano rischi elevati in tema di inquinamento e gestione finanziaria. Parliamo oltretutto di un’opera che non è stata condivisa con la cittadinanza, se non dopo l’ok della Regione. Non sono mai state condivise le analisi ambientali. Ci sembrano motivazioni sufficienti per dire no a una cattedrale dei veleni».

Parola poi alle minoranze: per Marco Salogni (Comitato), «manca una prospettiva». Secondo Domenico Codoni (Chiari virtuosa - Chiari capitale) «non c’è coerenza. Quanto si dice sul tempio è privo di fondamento. Coinvolgemmo anche l’UniBs: le emissioni furono dichiarate marginali. Prima di fare certe affermazioni è necessario documentarsi. Si definisce un tempio inquinante e poi si decide di chiudere l’ex cava con terre e rocce da scavo: per riempirla serviranno 21mila camion».

A ruota Massimo Vizzardi: «Manca una visione del futuro: il nuovo ospedale è la priorità? Di quello attuale che ne sarà? Non esiste un tavolo aperto sulla questione. Sul tempio chiedo di ragionare: prima di un no si deve verificare. A chiudere la discussione sul tempio il sindaco Gabriele Zotti: «C’era un pericolo economico: non si rischia con i soldi pubblici». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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