Relazioni sane, consapevolezza e allenamento. La finale della terza «school edition» di Chef per una Notte è stata lo specchio di un intero percorso, di un’intuizione che Editoriale Bresciana ha avuto tre anni fa, quando ha dedicato il suo format alle scuole alberghiere, e lo ha poi sostenuto con tutti i suoi mezzi editoriali.
Un percorso condiviso

«Quest’anno abbiamo sperimentato un nuovo modulo di serata – commenta il presidente Pierpaolo Camadini –, e credo possa essere la conferma del nostro tentativo di interpretare un dialogo con i giovani che non è soltanto offrire un’opportunità, ma anche dare loro delle modalità per esprimersi più vicine a quello che vivono».
«Credo anche – prosegue Camadini – che questa serata sia stata un’esperienza di consapevolezza del valore che questi percorsi formativi hanno per i giovani. E penso che avere una vetrina come quella che noi possiamo offrire per sperimentarsi, per confrontarsi tra loro e con gli chef, per dare concretezza e visibilità al loro lavoro, possa ulteriormente avvalorare il percorso che stanno facendo».
Relazioni e talento

«È una finale che premia l’intero percorso – aggiunge la direttrice del Giornale di Brescia e di Teletutto Nunzia Vallini –, con dei risultati davvero straordinari. Innanzitutto, la copertura territoriale: quest’anno tutti e otto gli istituti alberghieri della città e della provincia sono stati rappresentati. E poi anche la scelta di un format più giovanile, con una fruizione del cibo itinerante, che ha messo al centro la relazione tra gli studenti, sia di cucina sia di sala, e gli ospiti».
«È la relazione, del resto – prosegue il direttore –, che ci vede vicinissimi ai giovani, con il Giornale, la tv e i social. Stasera (martedì per chi legge, ndr) possiamo dire di aver fatto una «spremuta» di relazioni sane tra i giovani, i loro insegnanti e gli chef che li hanno seguiti in questo percorso. Ci sono tutti gli ingredienti per dire che è stata un’edizione di successo».
Una palestra per il futuro

Alla serata era presente anche Simona Tironi, assessore regionale all’Istruzione: «La cosa che più mi ha colpito – racconta – è l’emozione dei ragazzi, l’entusiasmo che ci hanno messo, la loro passione che diventa talento.
Per loro è stata una palestra, lavorando gomito a gomito, una testimonianza attiva di quello che vorranno fare da grandi. Le scuole professionali per noi rappresentano l’eccellenza, e gli inserimenti nel mondo del lavoro lo testimoniano, perché abbiamo percentuali altissime che toccano il 94% e i ragazzi hanno concretezze spendibili nel futuro che li aspetta».



