Buonconvento si trova alla confluenza tra il torrente Arbia e il fiume Ombrone, nella piana dove si congiungono le due rispettive valli. È un borgo poco distante da Siena, chiuso in mura costruite alla fine del Trecento e attraversato da via Soccini, intitolata a un’illustre famiglia, tra i cui esponenti figuravano Lelio e Fausto, i quali a fine Cinquecento svilupparono una loro dottrina, il socinianesimo, che ebbe successo in Polonia, il Paese dove il secondo trovò rifugio. Erano eretici. Non si può essere sempre tutti d’accordo, ci mancherebbe.
Il Brescianino e la Madonna del Latte
Tornando a via Soccini, proprio in questa strada, la principale del paese, nel Palazzo Ricci Socini (sì, sono loro) c’è il Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia. Al suo interno molti capolavori, tra cui la Madonna con il Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Girolamo (alias Madonna del Latte), di Andrea Piccinelli detto il Brescianino.
Ed eccoci qui. A quanto pare l’artista era nato a Brescia intorno al 1485 da padre bresciano emigrato in Toscana con la famiglia (aveva una scuola di ballo). Andrea visse e lavorò a Siena, ma di lui si perdono le tracce dopo il trasferimento a Firenze, avvenuto verso il 1525, in corrispondenza con l'epidemia di peste che lo uccise.
La struttura della pala è quella di una Sacra Conversazione, schema iconografico nato nel Quattrocento in cui al centro dell’opera figurano Maria e Gesù, circondati da Santi o Angeli che dialogano in un silenzio mistico. Che bello, il silenzio mistico! Andrebbe prescritto dal medico.
La sacralità di una madre
Il paesaggio è appena accennato e l’insieme di una precisione fiamminga. Eppure la scena appare naturale e suscita profonda tenerezza. Viene istintivo provare affetto per questa ragazzina luminosa, umana e bellissima. L’opera, concepita per la chiesa di San Lorenzo a Bibbiano, è limpida, pulita. Come si fa a non amare questa Maria che nutre la sua creatura in un momento di intimo raccoglimento? Senza inutili fronzoli lei illustra come in una madre che sfama un figlio, dal primo giorno di vita in avanti, ci sia qualcosa di sacro. È la metafora perfetta di chi alleva il futuro, perché oggi lo allatti e domani lo spedisci nel mondo.
Al suo fianco il giovane Battista e l’anziano Girolamo, a rappresentare la Fede. Una Fede che dura tutta la vita e lei lo sa bene. Se non credi in tuo figlio hai sbagliato tutto.
Il mantello è di un intenso blu realizzato con l’uso di lapislazzuli, materiale costoso che potevano permettersi solo gli artisti davvero bravi. Mai bravi quanto lei, che ha sopportato tutto per il suo bambino.
L’armonia delle contraddizioni
Un museo di arte sacra in un palazzo che prende il nome da una famiglia di eretici, un artista di origini bresciane che diventa un maestro della pittura senese. E una mamma alternativa, che ha fatto le sue scelte. Da apparenti contraddizioni può nascere l’armonia che non ti aspetti. Ogni madre lo sa. È il suo mestiere.




