Il ragionamento è binario. Il baricentro sta nella necessità di far funzionare meglio la Provincia, ma per farlo i fronti d’azione sono (appunto) due. Il primo riguarda l’oggi e, quindi, l’attuale assetto dell’ente di secondo livello che a gennaio dovrà affrontare l’elezione del nuovo presidente del Broletto. Il secondo riguarda il futuro assetto dell’organismo che Brescia, attraverso il lavoro dei parlamentari tutti, potrà tentare di fare tornare alle origini. Tradotto: elezione diretta per le province estese quanto la nostra, riportando le lancette al pre riforma Delrio. Il pensiero è dei vertici locali di Forza Italia e Lega - il commissario Adriano Paroli e il segretario provinciale Alberto Bertagna - che non solo raccolgono così la sollecitazione del vicepresidente del Broletto, Guido Galperti (Italia Viva), ma la promuovono anche.
Obiettivo: prove di larghe intese a partire da un programma comune (ripescando quindi «l’idea madre» della Provincia interpretata alla Pier Luigi Mottinelli, come Casa dei Comuni) per arrivare a un presidente comune.




