Visconti: «Ringrazio Brescia, questa terra mi ha reso più forte»
Attilio Visconti lascia Brescia dopo quasi tre anni: è stato infatti nominato prefetto di Bologna, dove prenderà servizio domani mattina.
Che sentimenti ha provato quando ha ricevuto la notizia della nuova destinazione? Sentimenti sicuramente molto contrastanti: da un lato la grande soddisfazione di vedere riconosciuto l’impegno personale, che è anche un riconoscimento per questa città e questa provincia. Dall’altro un grande dispiacere, perché io ho sempre desiderato ritornare a Brescia (la prima volta arrivò a Brescia nel 2006 come capo di gabinetto di Francesco Paolo Tronca, ndr) e ho condotto dieci anni di lontananza con l’idea di tornare. Quando andai via ai miei colleghi avevo fatto questa promessa, che ho mantenuto, ma che ora non posso più fare.
Dei suoi ultimi tre anni, gran parte li ha trascorsi gestendo la pandemia, che ha colpito pesantemente la nostra provincia. Che ruolo ha avuto la Prefettura? Abbiamo dovuto lavorare con estremo impegno su più fronti: dalla gestione del lockdown alla costituzione dei centri vaccinali; il malcontento dei cittadini e i problemi aziendali; le crisi economiche, i trasporti, la scuola. Il ruolo della Prefettura è stato di accompagnamento ad un sistema che ha reagito benissimo, di coordinamento di una serie di istituzioni che sul territorio si sono mosse veramente come una fisarmonica. È stato un periodo molto intenso, che ricorderò per tutta la vita.
Da Pavia ha portato a Brescia una sua creatura: il nucleo ambiente, centrale in una provincia come la nostra. Ho sempre creduto che l’ambiente fosse un tema estremamente delicato e anche molto difficile da affrontare perché diventa terreno di scontro politico, scomodo e difficile. Ho voluto creare in Prefettura, che è notoriamente una istituzione super partes, un team che potesse coordinare lo sforzo in campo con iniziative agili che fossero molto pressanti e visibili agli occhi dei cittadini, sempre più sensibili a questo tema. Purtroppo la pandemia ci ha costretto a rallentare, ma spero che si riprenda presto con determinazione.
Parlando di ambiente viene in mente la vicenda del depuratore del Garda. Lei è stato nominato commissario dal Governo e le sue scelte hanno visto l’opposizione di alcuni cittadini e sindaci, che hanno fatto ricorso al Tar. In sei mesi non ho mai parlato con nessuno di questa cosa. Ma voglio dire una cosa con chiarezza: nello svolgimento di questo incarico ho lavorato in piena coscienza. Non sono stato minimamente avventato e non sono stato di parte né condizionato da niente e da nessuno. Ho lavorato sulla base di rapporti scientifici universitari, sulla base del fatto che bisognava e bisogna fare presto per dotare il lago di Garda di un sistema di sicurezza ambientale. Della vetustà della condotta sub-lacuale sentii parlare per la prima volta nel 2006, quando arrivai con il prefetto Tronca. Per questo ho fatto una scelta con senso di responsabilità. So che ci sono sacrifici da affrontare da una parte della cittadinanza, che avranno delle compensazioni molto elevate. Ho chiesto 5 milioni all’anno per il periodo di disagio dei lavori. Magari non arriveranno tutti, ma i ristori ci saranno e consentiranno al fiume Chiese di rinascere.
Ma c’è qualcosa che avrebbe gestito in modo diverso, un rammarico? Io credo che nessun prefetto porti con sé dei rammarichi per quello che ha fatto o per quello che poteva fare e non ha fatto. Tutti noi lavoriamo in una logica che vede l’Italia al centro e l’azione sempre protesa a migliorare le condizioni dei cittadini sul loro territorio. Certo tutto si può migliorare e si può fare sempre di più. Per questo ci avvicendano e chi verrà porterà ancora più avanti l’asticella del miglioramento.
Che cosa lascia a Brescia e che cosa porta con sé a Bologna? A Brescia lascio gli anni più belli della mia vita. Brescia non è soltanto la parentesi di questo ultimo triennio, ma la mia frequentazione risale a diciassette anni fa quando ero molto più giovane e la mia carriera si doveva ancora articolare e dipanare nella parte migliore e più prestigiosa. Porto con me un bagaglio di esperienza in una provincia dai molteplici aspetti, molto delicata e complessa, con ben oltre un milione di abitanti. Cosa mi aspetta a Bologna non lo so. È una nuova sfida che accolgo senza paura perché questa terra mi ha temprato e reso più forte.
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