Vedo come mangi e saprò chi sei. È il motto che propone a tutto campo il manuale di Roberta Schira «Il bon ton a tavola e l'arte di conoscere gli altri» (edito da Salani), presentato giovedì sera al cittadino ristorante Monaci Sotto Le Stelle.
«Manuale», in realtà, è un termine riduttivo poiché il volume dell'autrice, cremasca, scrittrice (è alla sua dodicesima pubblicazione) e giornalista per il Corriere della sera (dove si occupa di cultura, tempo libero e critica gastronomica), affonda nei meccanismi psicologici che governano i comportamenti degli individui a tavola, intrecciando così costume e gusto, personalità e arte culinaria.
Roberta Schira ha messo a punto un «codice di comportamento» ha notato Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola, che ha moderato l'incontro cui ha partecipato anche lo chef Andrea Mainardi. «Devo spiegare il mio approccio al tema - ha iniziato l'autrice, laureata in lettere con indirizzo psicologico e che, fra l'altro, collabora con il sito web internazionale www.finedininglovers.com -. Ho iniziato quindici anni fa col mio primo ricettario. Mi interessava capire tutto quello che sta attorno al cibo, nonché la sua portata simbolica. Non conta solo ciò che c'è nel piatto, ma la gestualità dei commensali, ingrediente che ci permette di conoscere l'altro».
«Nel mio libro ho accostato il bon ton al linguaggio del corpo - prosegue Schira -. Se vuoi sapere com'è una persona, devi mangiare con lei almeno una volta: osservandola, potrai comprenderne l'estrazione sociale, nel senso di educazione ricevuta. Anche i rapporti di lavoro, sempre di più, si giocano a cena o seduti al ristorante». Nel volume, un intero capitolo è dedicato al rapporto fra i due sessi e a come si possa scoprire, appunto, mangiando «quasi tutto» quel che attiene al modo di essere del proprio partner. Si deve guardare, oltre che all'etichetta, alla scelta del luogo, al rapporto col personale e a tanti altri dettagli «rivelatori».
Altre pagine analizzano il «galateo degli altri», ossia quel che bisogna conoscere, se si viaggia, per essere informati anche sulle usanze altrui ed evitare fraintendimenti.
Le regole del buon vivere andrebbero apprese da giovanissimi, sostiene la scrittrice, che comincerà a breve un corso di bon ton per i bambini: «Ci preoccupiamo dei master e dell'università per i nostri figli e non ci rendiamo conto della figura che possono fare mangiando
con la testa dentro il piatto. È importante educare i ragazzi a stare in mezzo alla gente e saper gestire nel migliore dei modi le occasioni».
Anita Loriana Ronchi


