Brescia e Hinterland

Vedere le auto dietro i palloncini

La storia di un cagnolino, o forse no
Roberto Bernardo

Roberto Bernardo

Caposervizio

Alcuni palloncini colorati
Alcuni palloncini colorati

Ho visto, l’altro giorno per strada, un bel barboncino nero, vispo, vitale, tenuto a fatica al guinzaglio dal suo padrone, un tipo all’apparenza non particolarmente sveglio. L’amabile cagnolino era intento a rincorrere uno svolazzante palloncino, come quelli delle fiere di una volta.

Il grazioso animale aveva in animo di sfidarla, questa piccola sfera piena d'aria compressa, s’incaponiva, s’incapricciava a tutti i costi di prenderla, col risultato che, non fosse stato per il colpo di reni del padrone, nel frattempo ridestatosi dal sonno, il «pet» stava finendo in mezzo alla carreggiata proprio mentre - a suon di «pe-pet» col clacson - arrivavano le auto. Sono numerosi i cagnolini che vedono in un determinato momento il palloncino come loro nemico, o loro giocattolo, oppure come orpello, o ancora quale obiettivo, o senso della loro vita.

Non accorgendosi, nel frattempo, dell’auto che sta arrivando e rischia di travolgerli. Non vedono un nemico ben più pericoloso, non lo percepiscono, non lo sentono. Oppure sono troppo distratti dal dover dedicare tutte le loro energie a neutralizzare il palloncino. Mentre Amleto e Claudio si elidono vicendevolmente, Fortebraccio conquista il Regno di Danimarca.

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