Vandali devastano la scuola elementare di Cellatica. Il sindaco: «Violenza a tutta la comunità»

Sono stati trovati bestemmie sulle lavagne, insulti sui muri, soffitto annerito, aria irrespirabile
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CELLATICA, VANDALIZZATA LA PRIMARIA
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Se la sono presa con la scuola dei bambini. Quella dei più piccoli. Hanno trasformato il tempio delle certezze dei loro fratellini nella sala gochi della loro noia. E l’hanno distrutta. Dopo il loro passaggio, della scuola primaria Leonardo Da Vinci di Cellatica è rimasta poco più dell’apparenza. Quanti siano stati e chi sia stato, al momento, non è dato sapere. I carabinieri sono al lavoro: nei giorni scorsi ci sono stati altri incendi sul territorio: un’idea ce l’hanno. La scuola non ha telecamere; partono da un tremolante indizio. Attorno alle 17 e 30 di ieri, è stata vista scappare una persona nascosta nel cappuccio della sua felpa, presumibilmente un ragazzo. Il testimone non è riuscito a guardarlo negli occhi. E lì per lì non ha capito perché se ne andava di corsa, scavalcando la recinzione. Ne ha colto il senso qualche secondo dopo, alzando gli occhi al primo piano dell’edificio scolastico, a quelle volute di fumo nero che sbuffavano dagli infissi.

I danni

Armati di vernice spray i vandali hanno imbrattato tutto quello che è capitato loro a tiro e, non contenti, appiccato non uno, ma due incendi. Il risultato è una pugnalata alle spalle. Soprattutto al primo piano. Escluso il laboratorio di informatica, chiuso a chiave e protetto da una porta blindata, non si è salvata un’aula. Una bomboletta arancione ha lasciato parole irripetibili e segni eloquenti su muri e sugli armadi, sui cartelloni disegnati dai bambini e addirittura sulle Lim. Simboli poco virili e bestemmie scritte sulle lavagne del futuro. In terra più o meno ovunque ci sono quaderni, libri, vasi con le piantine, ma anche sedie e banchi ribaltati. Qua e là qualche mozzicone di sigaretta e alcune ante strappate dai loro armadietti. Ma anche gli estintori in dotazione alla scuola, svuotati non dai vigili del fuoco nel corso del loro intervento, ma proprio da chi quell’incendio ha provocato, come sfregio nello sfregio.

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I vandali hanno anche appiccato un incendio

I roghi sono stati appiccati a due librerie del primo piano: una nel corridoio, l’altra nell’atrio sul quale affacciano due aule. Dal soffitto, completamente annerito, penzolano i neon fusi dalle fiamme. Il pavimento è ricoperto da una fanghiglia d’acqua e fuliggine. L’aria che si respira si attacca ai vestiti e lascia un odore da lacrime. Di lacrime, davanti alla terribile scena, si gonfiano gli occhi della preside. Mentre fuori dalla scuola, richiamati dal passaparola, si radunano papà e mamme, ma anche qualche incredulo bambino, lei, le colleghe, il sindaco e gli assessori cercano di capacitarsi e di ripartire. Devono trovare una soluzione per i 180 piccoli che di colpo si sono trovati senza la loro scuola. Non riescono a credere che possano essere stati vittime di una simile, incomprensibile vigliaccata.

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Quello che resta della scuola di Cellatica

Le reazioni: «È stata fatta violenza a tutta la comunità»

E ora come si riparte? Il grave atto vandalico ai danni della primaria Leonardo da Vinci rischia di gravare pesantemente sui 180 alunni che saranno costretti con tutta probabilità a essere trasferiti provvisoriamente all’interno dell’edificio dell’oratorio per tutta la durata dei lavori di ripristino dei luoghi messi a ferro e fuoco nell’attacco di ieri.

L’effetto dell’incendio sul primo piano della scuola Da Vinci - Foto Gabriele Strada/Neg - © www.giornaledibrescia.it
L’effetto dell’incendio sul primo piano della scuola Da Vinci - Foto Gabriele Strada/Neg - © www.giornaledibrescia.it

«Certamente le lezioni di domani (oggi, ndr) saranno sospese – hanno spiegato l’assessore alla Cultura Luisa Castellazzo e il sindaco Marco Marini durante il sopralluogo nella scuola – quel che resta da capire ora è dove e come trasferire i nostri ragazzi. Abbiamo subito ricevuto il sostegno della comunità e della parrocchia. Don Claudio Paganini ci ha già detto che l’oratorio è a disposizione degli alunni e delle maestre. Siamo tutti davvero scossi. È stata fatta violenza a tutta la comunità perché si sono toccati i bambini. Dedicheremo il prossimo mese a ripristinare ciò che è necessario per riportare i ragazzi qui a scuola, nella loro scuola. I vandali non l’avranno vinta. Noi ripartiremo».

Oggi è previsto un sopralluogo da parte della dirigente scolastica, Livia Pedretti e delle maestre in oratorio, per pianificare la disposizione delle 10 classi. «Speriamo se non già martedì, almeno per mercoledì, di poter riportare i bambini alla vita scolastica. Siamo tutti scossi – ha spiegato la dirigente scolastica, con la voce rotta dalle lacrime - ; vedere i banchetti con i quaderni bruciati e la scuola ridotta così è una sensazione che non si può descrivere. Sicuramente valuteremo un percorso con psicologi ed educatori per assistere e rassicurare i bambini».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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