Chi ha più di ottant’anni inizierà ad essere vaccinato intorno al dieci febbraio con i medici di famiglia protagonisti delle immunizzazioni. Da loro si potrà prenotare la vaccinazione e, sempre nei loro studi, gli ultraottantenni potranno essere vaccinati. Chi non può spostarsi, verrà raggiunto a domicilio. Il piano, tuttavia, è subordinato all’approvazione del vaccino AstraZeneca, più facile da gestire. Intanto, prosegue la prima fase della campagna vaccinale anti-Covid. Nella giornata di venerdì nei punti vaccinali delle Asst bresciane, ma anche delle strutture private accreditate, si sono effettuate quasi duemila vaccinazioni. Cui si devono aggiungere quelle di operatori ed ospiti delle Rsa che hanno iniziato la campagna vaccinale da una settimana.
Verranno assegnati alle Regioni e ai punti vaccinali territoriali in base alle effettive necessità. Tenuto conto che sono pronti ad entrare in campo anche medici di medicina generale e pediatri e, più avanti, saranno coinvolti anche i farmacisti.
Le priorità. A proposito delle priorità di somministrazione del vaccino, Arcuri dichiara: «Non è possibile al momento modificare in una sede diversa dal Parlamento il Piano vaccinale e nemmeno l’ordine delle categorie previste, benché le richieste siano legittime. Al crescere delle dosi a disposizione è possibile anticipare le somministrazioni alle prossime categorie». Per organizzare le fasi successive della campagna vaccinale anche nel Bresciano, soprattutto quando inizierà la vaccinazione di massa, si insedierà entro la prossima settimana un «tavolo tecnico» in Lombardia. Ne faranno parte gli esperti dell’assessorato al Welfare e i referenti dei sindaci delle città capoluogo. Con l’arrivo del nuovo vaccino prodotto da AstraZeneca aumenterà il numero dei vaccinandi, tutti coloro che non rientrano nelle categorie a rischio che si stanno vaccinando in queste settimane.
Comuni e Regione. Sia l’assessore regionale al Welfare Letizia Moratti sia i sindaci hanno convenuto «sulla necessità di un progetto che sia capillare nei territori». Da qui l’urgenza di individuare, fin da subito, i luoghi dove saranno eseguite le somministrazioni e le persone che saranno adibite all’inoculazione «in loco». In tal senso, una prima geografia del punti vaccinali nel Bresciano è già stata delineata in riunioni alle quali hanno partecipato i referenti delle Asst e degli Enti locali. Geografia che verrà affinata durante il confronto al tavolo tecnico regionale.



