Vaccinazioni, a questo ritmo 7 mesi per completare la prima dose

«Quando saremo arrivati al 75% di popolazione vaccinata l’Rt nazionale (l’indice di contagio) scenderà a valori così bassi che l’epidemia si spegnerà nel giro di poche settimane». A dichiararlo è Roberto Battiston, fisico sperimentale dell’Università di Trento, coordinatore dei dati epidemiologici in collaborazione con Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). L’obiettivo potrebbe essere raggiunto anche entro l’estate, se si avrà effettivamente la disponibilità del numero di dosi di vaccini annunciate dal ministro Speranza: 42 milioni tra aprile e giungo a livello nazionale che, per il Bresciano, equivalgono a quasi 750mila dosi. Sufficienti a garantire la prima somministrazione a metà della popolazione dai diciotto anni in su.
Una ventata di grande ottimismo, se, appunto, non ci fosse di mezzo proprio quella congiunzione condizionale, quel se che fa sperare, ma che non dà certezze. Del resto, gli eventi degli ultimi giorni che hanno portato alla sospensione - si spera temporanea - del vaccino Johnson & Johnson, insegnano che i conti si devono fare solo con le dosi realmente consegnate e disponibili. Ed i conti, allo stato attuale dell’arte, danno come risultato che per garantire la prima dose a tutta la popolazione dai diciotto ai 79 anni residente nella provincia di Brescia servono 217 giorni.
Si terminerà ad autunno inoltrato quando è molto probabile che sia necessario ricominciare a somministrare un nuovo richiamo alle persone che sono state vaccinate per prime, ovvero medici ed operatori sanitari. Come abbiamo calcolato i 217 giorni? Partendo da un dato oggettivo, fornito da Regione Lombardia, che fa riferimento a quante vaccinazioni vengono fatte ogni giorni nel Bresciano (Ats Brescia e Asst della Vallecamonica). Giovedì 15 aprile, ultimo dato completo disponibile, hanno ricevuto la prima dose 4.200 persone (comprensive di anziani, disabili, familiari di fragili, categorie prioritarie per patologia).
La forbice di somministrazione della seconda dose, per le ultime categorie vaccinate, varia dal 40 all’80%. Il nostro percorso, tuttavia, fa riferimento solo alla prima dose nella fascia di età tra i 18 e i 79 anni perché l’efficacia del vaccino è completa solo quando una persona è immunizzata con prima dose e richiamo. Una fascia di età dalla quale sono stati esclusi gli over 80. Tra questi, coloro che hanno aderito alla campagna vaccinale sono stati tutti vaccinati. Si sta proseguendo, a rilento, a vaccinare a domicilio (il vaccino dato a circa la metà delle persone in nota) e a somministrare il farmaco al 10% circa degli oltre 82 mila over 80 residenti in provincia di Brescia che hanno aderito da poco alla campagna prenotando la seduta vaccinale attraverso il portale delle Poste.
Su una popolazione di 1.247.583, chi è candidato alla vaccinazione anti Covid-19 in quanto maggiorenne è pari a 1.055.601. Di questi, i vaccinati con la prima dose sono 141mila (sanitari, anziani, categorie prioritarie) pari a circa il 14% della popolazione. Molti di questi hanno già ricevuto la seconda dose. Dunque, rimangono ancora da vaccinare 914.601 persone e, con la media attuale di 4.200 al giorno, si impiegheranno 271 giorni. Alcune meno, se si tiene conto che circa l’8% della popolazione ha sviluppato anticorpi perché è venuta a contatto con il sars-Cov-2 o da malata o da positiva asintomatica.
Il calcolo della tempistica, ovviamente, che è frutto della situazione attuale ma che guarda, con ottimismo, alle centinaia di milioni di dosi in arrivo nel secondo trimestre come da contratti europei. Ed è sempre con ottimismo, ovviamente, che il calcolo è stato fatto considerando la totalità della popolazione residente dai diciotto anni in su, senza tener conto della percentuale di coloro che non si vaccineranno, stimata intorno al 20-25% e, anche, di coloro che hanno già avuto la Covid-19 e quindi hanno già sviluppato anticorpi sufficienti a proteggerli per alcuni mesi dalla malattia. Dunque, ora il sistema è limitato dall’arrivo dei vaccini e non dalla capacità di vaccinare. «Tenuto conto - ed è sempre il professor Battiston a parlare riferendosi ai casi di trombosi che si sono verificati su milioni di somministrazioni - che il rischio zero non esiste e che il nostro futuro è legato ai vaccini».
Al di là di ogni considerazione, ad essere cruciale sarà proprio la rapidità della campagna vaccinale. Con la possibilità, espressa dall’Agenzia italiana del farmaco, di ritardare la seconda dose dei vaccini Moderna e Pfizer, pur ribadendo che l’intervallo ottimale è quello rispettivamente di 28 e di 21 giorni».
Il richiamo per il primo dagli attuali 28 giorni può essere fatto entro, e non oltre, i 42 giorni. Anche per Pfizer, dagli attuali 21 giorni si può posticipare fino a 42 giorni «ma l’intervallo non deve superare questo intervallo».
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