Farmaci antitumorali non approvati dagli organismi regolatori dell’Unione europea sono stati utilizzati in almeno sedici ospedali italiani, tra cui l’ospedale Civile di Brescia. È quanto risulta da un’inchiesta del Bureau of Investigative Journalism e Politico. La notizia nei giorni scorsi ha fatto il giro dei siti online degli organi di informazione. Il farmaco sotto la lente di ingrandimento è il Celginase, usato per trattare la leucemia linfoblastica acuta, la forma più diffusa di tumore del sangue nei bambini. È stato usato anche nelle forme adulte. Il farmaco è prodotto in India e costa 13 euro a fiala, a fronte dei 2.500 del farmaco brevettato e autorizzato dopo tutti i passaggi previsti dai vari organismi regolatori americano, europeo e italiano.
L'enzima
In entrambi i prodotti è contenuto l’enzima aspariginasi e l’importazione di Celginase è stata autorizzata dall’Agenzia italiana del farmaco a causa della carenza del «gold standard», l’Oncaspar, disponibile sul mercato dal 2016. L’«accusa» è che il farmaco indiano sia stato utilizzato anche a fronte della disponibilità del farmaco modificato, marchio di aspariginasi raccomandato come trattamento di prima scelta per la leucemia linfoblastica acuta.



