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Una pasticciera e due parrucchiere: «Il buono incontra il bello»


Brescia e Hinterland
18 ott 2021, 06:00
La pastry chef Annalisa Borella e le sorelle Co’

La pastry chef Annalisa Borella e le sorelle Co’

Cos’hanno in comune una pastry chef e due parrucchiere? La ricerca della bellezza, dell’equilibrio, l’attenzione alla salute, alla nutrizione (del corpo, dei capelli), la cura maniacale dei dettagli... E tantissime altre cose.

Per farsene un’idea basti dare un’occhiata al video che Annalisa Borella e le sorelle Co’ hanno realizzato per il progetto al femminile «Il buono incontra il bello» voluto dalle «505 parrucchiere è donna» in collaborazione con Estetica e Lightfishtudio. Disponibile da alcuni giorni sui social network, il «corto» racconta l’incontro tra due professioni solo all’apparenza lontane.

Si vede Annalisa che realizza per le due sorelle un dolce (buono e bello) che le rappresenta. Si vedono le due parrucchiere far emergere il lato nascosto della pastry chef scegliendo per lei un taglio frizzante sui toni del fucsia. Originaria di Cortine di Nave, Annalisa ha un curriculum di tutto rispetto. Ha lavorato all’Albereta di Erbusco sotto la guida del grande maestro Gualtiero Marchesi. È cresciuta facendo esperienze al Marchesino di Milano, dai fratelli Roca in Spagna, a Villa Feltrinelli di Gargnano, per quattro stagioni, con lo chef bistellato Stefano Baiocco. E, rullo di tamburi, era al Mirazur quando la World’s 50 Best Restaurants ha incoronato il locale di Menton come «il migliore del mondo».

Il dolce creato dalla bresciana per l'occasione

«Questo lavoro - dice - è durissimo, ma dà tantissime soddisfazioni -. Siamo delle fenici, che continuiamo a morire e risorgere». Ora fa la consulente per prestigiosi ristoranti (li aiuta a definire il menù, forma il personale...) e insegna all’Alta Formazione di Tione, una super scuola di cucina e arte bianca. Conosce le Co’ da quando era bambina: «Marta ti guarda dentro in modo discreto, è creativa; Marì è pragmatica, concreta. Sono due donne veramente avanti, con esperienza e intraprendenti - racconta -. Per loro ho proposto un mio dolce storico leggermente rivisitato. Un dolce composto da tagli di frutta, che mi hanno ricordato i tagli dei capelli. La frutta è in osmosi sottovuoto con altri succhi: l’ananas sa quindi di fragola ma poi torna a sapere di ananas, la mela verde sa di vaniglia e il ravanello sa di pompelmo e ancora di ravanello. L’ho servita con una zuppa fredda di cocco, rhum e lime, marmellata acidula di limoni della nostra terra e una cialda di cocco. La parte più aerea, vaporosa, rappresenta Marta, l’altra Marì».

E la frutta capace dai gusti inaspettati «crea un parallelo con le donne che vogliono cambiare look mantenendo sempre forte la propria identità». Per Marì Co’, titolare insieme alla sorella dei saloni di Brescia, Capriano del Colle, Salò e Ponte di Legno, questo progetto, portato avanti con le colleghe del gruppo «505» (attivo anche nel sociale) si è rivelato «un’occasione per fare qualcosa di nuovo. Di questi tempi bisogna essere capaci di creare sinergie, guardare oltre: chi viene da noi deve tornare a casa arricchito, anche grazie a questi scambi».

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