«Farsi sempre i c… propri». Il sorriso accende il volto di Salvatore Affinito, una vita lunga cento anni e un passato e presente da poliziotto, alla richiesta di quale sia il segreto del traguardo. Raggiunto. Lo hanno festeggiato gli amici con un semplice quanto significativo incontro in Questura, il giovanotto arrivato da Napoli in tempi ruggenti. Prima in servizio in Aeronautica, poi in Polizia. «Con un attesa di dodici anni - ricorda - prima di divenire effettivo. Altri tempi».
Classe 1922, nato il 31 luglio, ha tagliato il traguardo in buona salute. Lucido, con la mente che non fa difetto nel tornare ai giorni andati. Con un poco di nostalgia, s'intende. Due giovani poliziotte in divisa gli hanno fatto da spalla nella foto di rito. Al suo fianco, il questore Giovanni Signer e Maurizio Marinelli, presidente della Sezione bresciana dell'Associazione Nazionale Polizia di Stato. Di cui l'inossidabile Salvatore è socio decano. Ed i tre figli: Giorgio, Raffaella e Rosaria. Con tanto di nipoti e pronipoti al seguito. Vicinanza e affetto ampiamente meritati. Per una vita esemplare dedicata interamente a due famiglie: la sua per l'anagrafe, quella della Polizia per mestiere ed elezione.



