«Ai Bresciani, Resurrecturis (a coloro che risorgeranno)». Si chiude con questa scritta il video dedicato a chi ci ha lasciato in questi giorni di emergenza Coronavirus, e a chi, restando, cerca pace e speranza nella fede.
Il video, che proponiamo, nasce dalla collaborazione multidisciplinare di un team di creativi e professionisti, tra cui videomaker, giornalisti e in particolar modo musicisti (clavicembalo, quartetto d’archi e voce femminile). Questi ultimi hanno inciso in remoto una nuova versione dell’aria di Maria di Cleofa «Piangete, si, piangete» dall’Oratorio sacro HWV 47 La Resurrezione di Georg Friedrich Händel. Sotto il nome di Alma Infinita Studio, è nata un’opera digitale dal grande impatto emotivo.
«È dal cimitero monumentale Vantiniano di Brescia - si legge nella nota di presentazione - che si espandono virtualmente verso il mondo il pianto per chi non c’è più e l’abbraccio per chi resta». Sulle note di Händel «si eleva così l’ultimo saluto dei bresciani a coloro che se ne sono andati per colpa di un male invisibile e talvolta inarrestabile, il Covid-19».
Il risultato «è un commiato virtuale visivamente rigoroso e reso intenso dalla musica, che prende vita dalla volontà di raggiungere tutti i defunti che non hanno potuto ricevere un degno funerale perché lontani dai propri cari. Allo stesso tempo è un segno di speranza nella Risurrezione per dimostrare affetto e solidarietà a tutte quelle famiglie al centro del terribile vortice creato dal Covid-19, che negli ultimi due mesi ha sconvolto l’Italia intera, ma ha eletto purtroppo Brescia come città fra le più martoriate dalla sciagura. Attraverso la purezza e la forza dell’arte, il messaggio è affidato ad un video realizzato con immagini fine art scattate all’interno del cimitero monumentale di Brescia da una fotografa professionista bresciana, specializzata in architettura, colpita anch’essa dal virus e ora guarita. Gli scatti, inediti e parte della collezione privata dell’artista, sono stati realizzati prima dell’isolamento imposto con le ordinanze restrittive».
Il video è stato caricato sul canale YouTube «Bicentenario di Giuseppe Verdi».


