Per tutelare una delle principali ricchezze dell’Italia, il suo patrimonio culturale, possono utilizzare qualsiasi tecnica investigativa e, grazie ad una recente novità normativa, anche quelle che erano riservate a particolari categorie di reati come le intercettazioni telefoniche o anche l’uso di militari sotto copertura infiltrati nelle organizzazioni criminali.
Ieri e oggi i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza, competenti per tutta la Lombardia e quindi anche per Brescia, hanno tenuto uno stand informativo al museo di Santa Giulia incontrando decine di turisti in visita alla città.
Ad accoglierli anche il maggiore Claudio Sanzò, comandante del nucleo da quasi due anni e prima alla guida della Compagnia di Alessandria e dell’Antidroga a Roma. «Siamo prima di tutto investigatori e operiamo in costante contatto con i colleghi della territoriale e ci appoggiamo alla Soprintendenza per le valutazioni di loro competenza».




