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Brescia e Hinterland

IL CASO

Truffa Superbonus 110%: altri fornitori e famiglie coinvolti


Brescia e Hinterland
5 ott 2021, 06:00
Con l'espediente del Superbonus, il truffatore incassava e faceva sparire le caparre

Con l'espediente del Superbonus, il truffatore incassava e faceva sparire le caparre

All’inizio erano cinque famiglie per circa 15mila euro. Ma l’affare, per quanto stanno ricostruendo giorno dopo giorno i carabinieri della stazione di Nuvolento, che fanno capo alla Compagnia di Brescia, era ben più consistente e purtroppo anche il numero di vittime più ampio. Non solo famiglie, anche lontane decine di chilometri da Paitone, hanno visto sparire le caparre versate, ma anche aziende che sulla base di quelle caparre avevano fornito materiale all’artigiano non hanno mai visto saldate le proprie fatture.

La vicenda è quella che ruota attorno ad un idraulico 29enne, pregiudicato, che vive a Paitone e che era stato arrestato dai militari dell’Arma con l’intervento delle unità antiterrorismo dopo che si era barricato in casa per non essere trasferito, un’altra volta, in carcere. I carabinieri erano arrivati a lui dopo che famiglie di Salò, San Felice del Benaco, Villanuova, Roè Volciano e Paitone avevano spiegato di aver sottoscritto contratti, e versato caparre, per avviare lavori di efficientamento energetico e rinnovo degli impianti per accedere al Superbonus 110% ma di non aver mai ricevuto i servizi promessi e neppure di aver visto rientrare il capitale investito.

Non solo. Le famiglie avevano contattato la società ligure i cui marchi comparivano sui moduli che l’idraulico faceva firmare scoprendo non solo che non c’era nessuna pratica aperta a loro nome, che l’azienda non aveva nessun accordo di collaborazione con l’idraulico di Paitone e che anzi avrebbe avviato nei suoi confronti un’azione legale. Dati i precedenti dell’uomo, già arrestato per truffa, i carabinieri avevano chiesto e ottenuto una misura cautelare in carcere. Eseguita, seppur con fatica, sabato 11 settembre. Dal giorno successivo però altre famiglie, da Brescia, Travagliato, Paitone ma anche dalla Liguria hanno preso contatto con i carabinieri bresciani per raccontare la propria esperienza e aggiungere la propria denuncia al fascicolo già aperto.

Ora si è aperto un altro fronte: quello delle aziende. Sono almeno due quelle che avrebbero accordato delle forniture all’idraulico che si era fatto forte dei contratti firmati come garanzia ma che non sono state pagate. Situazioni che sono tutt’ora al vaglio della magistratura.

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