I treni sono già in ferie e i pendolari costretti a spostarsi per lavoro o per altre necessità vanno su tutte le furie. La rabbia è esplosa sulle banchine della stazione di Brescia e in tutti quegli scali in cui è stato atteso invano l’arrivo di un convoglio regionale. Il motivo? Trenord taglia trecento corse al giorno, che scendono da 2.150 a 1.850. Lo avrebbe fatto, però, in anticipo rispetto a quanto annunciato.
Ieri, rimarca Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio nazionale liberalizzazioni trasporti e infrastrutture, «è partito l’orario estivo su tutte le tratte di Trenord. Su molte di queste sono previste soppressioni di corse o limitazioni. Peccato che questa tornata di soppressioni chiamata eufemisticamente "rimodulazione dei servizi" era prevista secondo quanto dichiarato ufficialmente dall’azienda a partire dal 9 agosto e fino al 28. Quindi molti pendolari che pensavano di trovare i treni programmati si sono visti anticipare di una settimana le soppressioni e hanno dovuto subire pesanti disservizi e disagi. Molti sono dovuti ricorre alla propria automobile o ai taxi per raggiungere la propria destinazione. Un errore gravissimo impensabile in ogni ferrovia europea».



