Un lavoratore di Trenord su tre è a casa per il Covid. E il trasporto ferroviario finisce su un binario morto, con decine e decine di corse soppresse in tutta la Lombardia, oltre a ritardi e disservizi di vario genere. La situazione per chi si deve spostare in treno in questi giorni è da grido di Munch e a riferirla è Dario Balotta di Europa Verde, esperto nel settore: «Le disfunzioni gestionali di Trenord già sono consistenti - rileva -, ma a esse si aggiungono i riflessi della pandemia con un numero di malati o di persone in quarantena che oggi hanno raggiunto il 32% del personale rispetto alla forza organica. A questi vanno sommati un tasso di assenze del 5-7% e una carenza di organico del 10-15%».
Con questi numeri non è difficile immaginare che per i pendolari la vita sia diventata ancora più difficile. Tanto che per la seconda volta in sette giorni hanno deciso di prendere carta e penna e di scrivere al governatore Attilio Fontana. Sulla missiva c’è anche la firma, tra i numerosi comitati lombardi, di Sbiancalafreccia, a rappresentare il disagio e la rabbia di migliaia di bresciani, ormai giunti al limite della sopportazione.



