Avviso ai naviganti: anche Brescia ha il suo supereroe. Niente maschera né tuta colorata, la sua «divisa» è ordinaria, l’obiettivo è muoversi nella quotidianità senza dare troppo nell’occhio, la sua missione tenere al sicuro la città. Da chi o da cosa è una storia curiosa. Il suo «nemico» è Mickey Mouse o, meglio, i suoi simili decisamente meno simpatici: i topi. In sostanza - nonostante la raccolta differenziata, nonostante ci siano i furbetti che abbandonano i rifiuti nei vicoli, nonostante il lockdown abbia lasciato per mesi campo libero alla «natura», nonostante i costanti cantieri - se nel capoluogo non esiste un’emergenza ratti il merito è tutto suo.
Lui si chiama Paolo Carbone, in Comune lavora ormai da vent’anni e dal primo giorno di assunzione controlla la situazione. Strada dopo strada, parco dopo parco, scuola dopo scuola. Nell’arco della sua esperienza sul campo, ormai, conosce ogni trucco, ogni strategia. E ha approntato la mappa delle trappole: sì, a Brescia c’è una rete nascosta (invisibile ai più) di trappole per topi. Contando solo quelle fisse si arriva a 1.200, ma ogni mese ne vengono posizionate anche di nuove, in base ai rilievi, ai sopralluoghi, agli spostamenti monitorati.




