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Brescia e Hinterland

LA PANDEMIA

Test sierologici a pagamento: le cose da sapere


Brescia e Hinterland
15 mag 2020, 11:40
Test sierologici alla Poliambulanza - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Test sierologici alla Poliambulanza - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Sono otto le strutture che nel Bresciano eseguono i test sierologici a pagamento, dopo l’approvazione da parte di Regione Lombardia della delibera che apriva alle analisi per i privati in laboratori specializzati in microbiologia e virologia o con sezioni specializzate in microbiologia e virologia. Da allora, le telefonate ai numeri per le prenotazioni sono state incessanti e i primi esami sono già iniziati. 
 

COSA SONO?

Si tratta di test pensati per individuare nel sangue la presenza di anticorpi, vale a dire le immunoglobuline G (IgG), che segnalano che l'infezione da Sars-Cov-2 è avvenuta da oltre un mese, e le immunoglobuline M (IgM), che si formano pochi giorni dopo avere contratto il virus e che dunque segnalano un'infezione più recente. 
 

QUANTO COSTANO?

Si va dai 35 euro per la ricerca dei soli anticorpi IgG, ai 63 per IgG e Igm, più l’eventuale tampone a 70 euro.

 

Provette con campioni di sangue - Foto Ansa/Epa/Alessandro Crinari © www.giornaledibrescia.it

 

DOVE SI FANNO?

Nel Bresciano ci sono diversi tipi di strutture coinvolte, a partire da quelle con servizi di medicina di laboratorio con sezioni specializzate in microbiologia e virologia accreditati e a contratto con il Sistema sanitario regionale. Ecco quali sono:

Asst Spedali Civili 
Asst Garda 
Asst Franciacorta 
Istituti ospedalieri bresciani 
Fondazione Poliambulanza 

I test a pagamento vengono eseguiti anche nei laboratori accreditati e a contratto con il Sistema sanitario regionale:

Synlab Italia 
Fondazione Richiedei

Infine, la Regione prevede che i test si possano fare in laboratori autorizzati. Nel Bresciano c’è un solo caso:

Novolabs 

 

COSA SUCCEDE SE FACCIO IL TEST?

Test negativo: Significa che vi è assenza o un livello molto basso di anticorpi diretti contro il virus; questo accade in assenza di infezione o durante il periodo di incubazione e negli stadi precoci della malattia. 
In questo caso sono tre sono i comportamenti da adottare:

  1. Se si hanno i sintomi senza aver avuto contatti con un positivo, la domiciliazione fiduciaria si conclude al termine dei sintomi; 
  2. Se si ha avuto contatto con un positivo, la domiciliazione fiduciaria si conclude dopo 14 giorni dalla scomparsa dei sintomi; 
  3. Se c’è stato un contatto con positivo asintomatico, la domiciliazione fiduciaria si conclude dopo 14 giorni dal contatto stesso.

Test dubbio: La persona è invitata a ripetere il test sierologico dopo una settimana e, nel frattempo, resta in isolamento.

Test positivo: Significa che ci sono anticorpi. Il risultato deve comunque essere interpretato in associazione con gli esiti clinici e l’eventuale ricerca del genoma virale su tampone naso-faringeo. Chi paga? Stando alla delibera lombarda, i costi del percorso di analisi (test ed eventualmente tamponi) non sono a carico del sistema sanitario regionale, quindi spetta al privato pagare di tasca propria. In caso di tampone positivo, però, il costo viene rimborsato da Ats, attraverso una modulistica che ancora non è stata diffusa. La delibera lombarda fissa un tetto di spesa tra i 60 e i 70 euro.

Non è detto, però, che il tampone venga eseguito nel laboratorio in cui è stato fatto il test. Non tutte le strutture offrono questa possibilità ed è dunque importante accertarsene prima di fare l'esame sierologico. Se il laboratorio scelto non esegue i tamponi, la persona segnalerà la positività al test al medico di base, che poi dà indicazioni per la prenotazione del tampone. Se invece il laboratorio offre questo servizio, il tampone verrà eseguito direttamente nella struttura. La Regione ha specificaro che «il laboratorio deve comunicare l’esito secondo il flusso previsto all’Ats». 

In ogni caso, in attesa del tampone, l'interessato è tenuto a proseguire la domiciliazione fiduciaria fino all’esecuzione dell'esame. Sui contatti stretti asintomatici va effettuata un’anamnesi per rilevare l’eventuale presenza di sintomi non segnalati.

Se il tampone è negativo, il soggetto viene riammesso nella vita sociale, ovviamente nel rispetto delle indicazioni di sicurezza.

Se il tampone è positivo, la persona viene classificata come «caso», lo si segnala nel sistema informatico regionale di gestione delle malattie infettive, si dispone la domiciliazione obbligatoria e quella fiduciaria per i conviventi e i contatti stretti. 

 

Un prelievo del sangue per fare il test - Foto Ansa/Epa/Gyorgy Vargas © www.giornaledibrescia.it

 

ATTENZIONE, PERÒ

In conclusione, ricordiamo che i test sierologici, secondo il Ministero della salute, hanno valore relativo dal punto di vista diagnostico e «non possono, allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica, sostituire il test molecolare basato sull’identificazione di Rna virale dai tamponi nasofaringei, secondo i protocolli indicati dall’Oms». «Il risultato qualitativo ottenuto su un singolo campione di siero non è sufficientemente attendibile per una valutazione diagnostica - si legge nella circolare del Ministero del 9 maggio scorso -, in quanto la rilevazione della presenza degli anticorpi mediante l’utilizzo di tali test non è, comunque, indicativo di un'infezione acuta in atto e, quindi, della presenza di virus nel paziente e del rischio associato a una sua diffusione nella comunità».

Anche la Regione Lombardia, nei chiarimenti sui test sierologici privati, mette comunque le mani avanti: «Si ribadisce che l’esecuzione di test sierologici, al di fuori di percorsi organizzati di verifica dei risultati ottenuti, riveste scarso significato e può contribuire a creare false aspettative e comportamenti a potenziale rischio nei cittadini interessati». 

 

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