Brescia e Hinterland

Tecnologia laser per curare il tetto della Loggia

A undici anni dagli ultimi interventi riapre il cantiere sotto la grande volta a padiglione
Giovanna Capretti

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Vicecaposervizio

Arconi di legno e copertura di piombo: il tetto della Loggia visto da vicino
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Arconi di legno e copertura di piombo: il tetto della Loggia visto da vicino

L’ultima occasione per i bresciani di entrare nel grande ventre ligneo del sottotetto della Loggia fu quattro anni fa, grazie ad un progetto teatrale del Ctb in collaborazione con il Fondo per l’ambiente italiano; ma l’ultimo atto del cantiere ideato nel 2007 (giunta Corsini, assessore Braghini) per il monitoraggio e l’intervento di manutenzione sugli enormi arconi in legno di rovere che reggono la copertura di lastre di piombo risale al 2012 (giunta Paroli, assessore Labolani), quando fu montata la piattaforma - mille mq, quasi quanto l’area dell’edificio - costruita nei laboratori della facoltà di Ingegneria per sostenere le impalcature necessarie per raggiungere, a 16 metri d’altezza, il colmo della struttura.

Gli arconi poggiano su «travi banchina» orizzontali
Gli arconi poggiano su «travi banchina» orizzontali

Dei monitoraggi avviati allora restano i cerchi a gessetto attorno ai bulloni che costellano i 7 monumentali arconi «a traliccio» (più altrettanti «semplici» e le 18 mezze centine che si impostano sugli arconi diagonali) verificati uno per uno. Del cantiere, guidato allora dal professor Enzo Giuriani, restano le impalcature dipinte in azzurro, e il nastro bianco e rosso a delimitare il percorso in sicurezza.

«Ripartiamo da qui - spiega l’assessore all’Edilizia monumentale, Valter Muchetti - con la nuova tecnologia laser che ci permetterà di monitorare la struttura, e di tenerla sotto controllo in tempo reale. Questo il primo passo, poi si deciderà se e come intervenire. Quanto all’accessibilità al pubblico (negli anni ’70 gli architetti Benevolo e Rovetta ne ipotizzarono un uso museale, ndr) è presto per parlarne: il nodo è la stretta scaletta d’accesso».

Si procederà quindi per fasi successive. «La prima, per un costo di circa 26mila euro - spiega l’arch. Anna Begni responsabile Patrimonio monumentale del Comune - partirà a fine aprile con il rilievo geometrico completo della struttura mediante laser-scanner e la successiva restituzione grafica vettoriale, che sarà ripetuto a distanza di sei mesi per circa un paio d’anni;la seconda fase, per ulteriori 87mila euro, consisterà nell’indagine fisica delle centine e del gioco legno/bulloni mediante la tecnologia Resistograph che misura la resistenza del legno».

Ingegneri-rocciatori si caleranno con funi dall’alto, evitando l’utilizzo di pesanti impalcature e trabattelli. Fatto ciò, da luglio, in base alle valutazioni sullo stato dei materiali, sarà impostato un nuovo sistema di monitoraggio tramite sensori laser che restituiranno in tempo reale ogni movimento o cedimento della struttura, che sarà poi sottoposto alla valutazione dei tecnici.

Quando il grande scheletro ligneo della volta a padiglione fu montato, nel 1914, per sostituire la copertura settecentesca del Vantini - ricorda l’arch. Patrizia Scamoni del settore Edilizia monumentale - la scommessa era di applicare al legno l’ingegneria del ferro utilizzata, ad esempio, per la torre Eiffel: travi e bulloni, allentati nel tempo a causa delle deformazioni del legno, mentre l’acqua piovana infiltrata dalle lastre di piombo contribuiva al degrado dei materiali. I primi interventi negli anni ’40 del secolo scorso, quando furono inserite le grandi catene in ferro che «legano» i muri perimetrali; poi ancora negli anni ’80 quando fu rilevato lo «spanciamento» della copertura; e nel 2012 con l’inserimento del grande impalcato per preservare il controsoffitto del Vanvitelliano e consolidare la struttura. In prospettiva. Ora, la ripartenza, «con le nuove tecnologie a disposizione» conclude Muchetti. E un pensiero a quello che è rimasto in sospeso: il consolidamento delle palificazioni di legno nelle fondamenta, effettuato solo sul lato meridionale, e la pulitura delle facciate esterne, al momento concluso solo sul lato ovest e parzialmente sul lato nord.

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