I numeri sono eloquenti. Non c’è niente di meglio che possa spiegare la complessa situazione dei minori stranieri non accompagnati a Brescia.
Il fenomeno - prima relegato solo a poche città - è esploso nei primi mesi dell’anno in tutta Italia e oggi anche il nostro territorio accoglie più di 200 ragazzi. «Sono 225 - precisa l’assessore con delega alle Politiche per la persona, Marco Fenaroli -, dai quindici fino ai diciotto anni e quasi tutti maschi, che arrivano in questura o in stazione e hanno bisogno di essere ospitati, come indicato dal tribunale dei minori».
L’Amministrazione comunale, dunque, deve per legge prendersi in carico i minori che arrivano in città, gestendoli poi con l’aiuto di una cooperativa che ha una struttura a Quinzano d’Oglio. Tutte le spese sono in carico al Comune di Brescia, obbligato a ospitare e - soprattutto - a garantire tutti i servizi. Vitto, alloggio e formazione dovuta alle persone per permettere loro la giusta integrazione, in totale 100 euro al giorno per ogni ragazzo.
«Il quadro rappresenta una situazione di grandissima difficoltà, però ci stiamo impegnando per garantire un futuro ai ragazzi - sottolinea l’assessore -. Prevalentemente sono maschi, provengono quasi tutti dall’Egitto e alcuni dalla Tunisia, mentre alcuni mesi fa c’è stata una fase con molti ragazzi albanesi. Questi hanno seguito dei corsi, anche grazie all’Ance dei Costruttori di Brescia, e raggiunti i diciotto anni sono riusciti ad entrare nel mondo del lavoro».
Il meccanismo di accoglienza prevede che i minori in arrivo sul territorio provinciale finiscano in carico al capoluogo. «Sono numeri che Brescia non ha mai conosciuto - conclude Fenaroli -. Negli anni scorsi i ragazzi che occupavano il centro erano 30 o 40 all’anno, adesso ci sono più di 200 persone e sono aumentate costantemente. Non è vero che Brescia dice di no ai profughi o ai migranti, è che i numeri sono alti. Partecipiamo in maniera più o meno diretta alle attività del Cas e del Sai e abbiamo ospitato 56 famiglie che sono state respinte in altri posti».
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