Brescia e Hinterland

Sondaggio Ipsos per il GdB: l’ambiente malato e il traffico sono le priorità dei bresciani

Per il 41% degli elettori l’emergenza ecologica è il primo problema cittadino. Viabilità e sosta per il 16%
Una veduta di Brescia © www.giornaledibrescia.it
Una veduta di Brescia © www.giornaledibrescia.it

La cura del territorio, la lotta all’inquinamento e alla crisi climatica, la necessità di spingere sulle rinnovabili. Insomma, l’ambiente. È questa, secondo gli elettori interpellati da Ipsos per il sondaggio commissionato dal GdB (qui la nota metodologica), la priorità di Brescia.

L’attenzione al tema ecologico supera di gran lunga l’interesse per qualsiasi altra emergenza. Il 41% dei bresciani lo indica come il problema più urgente. Le polveri sottili e la qualità dell’aria, le bonifiche e il caso Caffaro, il risanamento delle aree dismesse, la rigenerazione urbana, la produzione dei rifiuti, le conseguenze della siccità, la transizione green sono argomenti all’ordine del giorno nella cronaca e nella vita cittadina. Alcuni vanno ben oltre le competenze dell’Amministrazione comunale, chiamata comunque in prima persona a programmare e ad agire.

Territorio

La sensibilità ambientale (negli ultimi anni rafforzata dall’urgenza di trovare soluzioni) stacca temi che sembrerebbero più immediati, come il traffico, la mobilità e i parcheggi (una priorità per il 16% dei cittadini), la sicurezza (12%), l’immigrazione oppure la sanità (11%), il degrado urbano (6%).

Con l’andare degli anni la salute del territorio e dell’aria che respiriamo ha assunto una rilevanza centrale in città e provincia. La questione si è sedimentata nella coscienza collettiva. Per altro, vale la pena di sottolineare che la graduatoria dei problemi locali è del tutto diversa da quella stilata dai bresciani relativa alle urgenze nazionali, che pone in primo piano l’occupazione e il lavoro (36%), l’inflazione (33%), la crisi economica (21%).

L’ambiente è solo al quinto posto (13%). In verità, è una visione un po’ miope visto che Brescia ha certamente problemi specifici, ma non può essere isolata dal contesto regionale (vedi ad esempio le polveri sottili) e nazionale.

Parcheggi

Fra le urgenze locali balza all’occhio il terzo posto della sicurezza. Un tema sempre caldo, ma notevolmente distanziato dal principale. Per altro, è sentito in modo diverso secondo i quartieri. Una osservazione che vale anche per la viabilità e i parcheggi.

Nel complesso, comunque, secondo i bresciani la qualità della vita a Brescia è migliorata negli ultimi tre-quattro anni. Con due eccezioni: proprio il traffico e la sanità.

Il 54% degli intervistati giudica in modo negativo la viabilità cittadina, promossa dal 44% (pesa, probabilmente, anche la vicenda del ponte danneggiato di via Volturno; i più critici sono gli abitanti dei quartieri ovest). Secondo il 34% la viabilità è peggiorata rispetto al passato, solo per il 14% va meglio. Quanto alla sanità (che però è un tema regionale e non comunale), il 57% dei cittadini esprime un’opinione negativa, il 41% positiva. Spicca il parere del 44% dei cittadini, secondo i quali il livello delle prestazioni è peggiorato: un giudizio che risente della vicenda Covid.

Cultura

La sicurezza, abbiamo detto, è percepita come terzo problema. Per la maggioranza dei cittadini (il 53%) Brescia vive comunque una condizione positiva, per il 43% negativa. Il 27% degli intervistati ritiene che negli ultimi anni le cose siano andate peggiorando (per il 16% sono negative come prima).

Dove più bresciani vedono un progresso è nelle attività culturali disponibili in città: il 56% segnala un miglioramento. L’85% dà un giudizio positivo in questo ambito. La stessa altissima percentuale vale anche per la raccolta differenziata dei rifiuti (con il 38% di cittadini che ha visto progredire il servizio). Il decoro urbano (79% di opinioni positive) e il trasporto pubblico (67%) vengono anch’essi promossi. Per quanto riguarda le attività a sostegno degli anziani e dei giovani il giudizio positivo resta sotto la metà degli intervistati (rispettivamente 42% e 46%) a causa dei molti «non so» (26 e 23%). È comunque superiore a quello negativo (32% e 31%).

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