Sin Caffaro, da Roma a Milano inizia la «selezione» per il commissario
Il suo mandato, atto d’incarico alla mano, scadrà sul finire di settembre. E sì, una proroga d’ufficio ci sarà come da prassi, ma durerà i 45 giorni canonici, utili in sostanza per non rischiare di lasciare il ruolo vacante: troppo delicata la fase che ci si appresta ad avviare, con la prima parte della bonifica dell’area dello stabilimento al via (uno spazio che, va ricordato, è ancora di proprietà privata).
Al più tardi da novembre, quindi, Mario Nova lascerà la sua poltrona vuota. Chi siederà al suo posto come commissario straordinario del Sito di interesse nazionale Brescia-Caffaro? In Loggia la questione non è ancora stata affrontata in modo approfondito, ma sarà uno dei primi punti all’ordine del giorno che la sindaca Laura Castelletti e l’assessora all’Ambiente Camilla Bianchi si troveranno a dover affrontare insieme alla squadra di Giunta. Cercando un accordo con Ministero (la nomina è infatti romana) e Regione.
La situazione
Al momento non ci sono nomi papabili in circolo: il primo tentativo che - soprattutto Regione - sta mettendo in campo è quello di fare pressing su Nova affinché rimanga, ma l’attuale commissario non sembra intenzionato a gestire la partita per i prossimi anni. D’altro canto la Loggia sa bene che se si troverà a formulare una proposta, il profilo dovrà essere quanto più tecnico possibile: il commissario deve svolgere infatti un ruolo ponte, trattare per ottenere ulteriori fondi per la messa in sicurezza del sito (gli attuali non saranno sufficienti a completare le operazioni) e resta sullo sfondo la questione delle aree private al di fuori della fabbrica ancora infestate dai contaminanti, per non parlare di quelle agricole.L’agenda
Le questioni sul tavolo, insomma, sono molte e delicate. Inclusa la gestione della fase di smantellamento del polo industriale con l’avvio, in sostanza, della prima tranche della bonifica. Se questo secondo bando si chiuderà con una fumata bianca, Nova farà in tempo ad assegnare l’appalto alla ditta che si occuperà della prima tranche dei cantieri, ma sarà il prossimo commissario a dover supervisionare l’andamento dei lavori. Una road map che «vale» oltre 57 milioni di euro (57.165.000 euro per l’esattezza) e che durerà cinque anni: al centro ci saranno in primis le demolizioni e la pulizia del sito, ma si dovranno anche approfondire le condizioni di terreni e suoli e avviare l’attività di bonifica per eliminare le fonti di contaminazione che interessano la falda sotterranea.
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