Scuole al freddo: proteste e lavori per ridare comfort agli edifici datati

Barbara Bertocchi, Barbara Fenotti
A Collio i bambini sono rimasti a casa più giorni. Ci sono stati problemi al Lunardi in città e al Marzoli di Palazzolo
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SCUOLE AL FREDDO: "PROBLEMA RISOLTO"
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Dal liceo Leonardo di Brescia all’Istituto Marzoli di Palazzolo, dal Lunardi alle scuole di Collio. Sono parecchie le realtà bresciane in cui gli impianti di riscaldamento, in queste settimane, hanno presentato dei problemi.

Il guasto

A Collio la rottura dell’impianto di riscaldamento ha comportato la chiusura della scuola elementare, media e dell’asilo per alcuni giorni. La situazione si è rivelata essere talmente seria da obbligare il sindaco Mirella Zanini a firmare, lo scorso mercoledì 16 dicembre, un'ordinanza in cui disponeva la chiusura temporanea degli edifici scolastici «fino a data da destinarsi». Il primo cittadino ha emesso il provvedimento alla luce del fatto che «l’impianto di riscaldamento a biomassa del Comune di Collio ha subìto un guasto sulla linea che serve l’edificio dove ha sede la scuola primaria, la secondaria e dell’infanzia - si legge nel documento - . I tecnici della società che gestisce l’impianto (la Fravt ndr) sono all’opera per eseguire le necessarie riparazioni e, accertato che i lavori dovrebbero protrarsi per alcuni giorni, con conseguente interruzione del servizio di riscaldamento dell’edificio, disponiamo la sua chiusura».

I bimbi sono quindi rimasti a casa per quasi una settimana, dal momento che il sindaco ha potuto revocare l’ordinanza martedì. «Purtroppo è un problema che può presentarsi, specialmente con l’arrivo dei primi freddi - specifica Zanini -. Qualora dovesse ripetersi stiamo studiando un piano ad hoc per evitare di lasciare gli alunni a casa».

Domotica

Una situazione meno radicale si è verificata al polo scolastico di San Vigilio, frazione di Concesio. In questo caso non è stato necessario mandare a casa gli studenti, che hanno continuato a fare lezione regolarmente. «Nei giorni scorsi ci sono stati dei problemi dovuti all’abbassamento delle temperature. Problemi, nello specifico, che hanno a che fare con il settaggio del sistema domotizzato - spiega il sindaco di Concesio Agostino Damiolini -. Il sistema faticava a entrare a regime, ma i tecnici di A2A pare siano riusciti a risolvere l’inconveniente».

Alle superiori

Passando alle scuole superiori in capo alla Provincia nei giorni scorsi ha fatto discutere il caso del liceo Leonardo di Brescia, che ha visto gli studenti di alcune classi frequentare le lezioni con sciarpe e cappotti per via di una perdita all’impianto, risolta martedì pomeriggio dai tecnici incaricati dal Broletto. Una situazione simile si è verificata al Marzoli di Palazzolo: «All’Itis - racconta il consigliere provinciale Filippo Ferrari - l’impianto riusciva a raggiungere soltanto lentamente i 19 gradi, imposti come tetto massimo dal Ministero. Ora, però, la ditta ha risolto la situazione». Lo conferma la preside Nadia Maria Plebani: «Il problema è annoso: la scuola è di vecchio stampo, necessita di essere sistemata. Fortunatamente a gennaio inizieranno i lavori finanziati per due milioni di euro con i fondi del Pnrr. Lavori che, tra le altre cose, prevedono il rinnovo degli infissi, ora in alluminio, obsoleti e incapaci di trattenere a sufficienza il calore, e dell’impianto di illuminazione».

Un problema ha poi interessato il Lunardi di Brescia: «La situazione è sotto controllo - assicura il dirigente scolastico Gabriele Bolcato -. La zona con i termosifoni freddi è quella del piano "sotto il tetto": le classi non sono molte e siamo riusciti a trasferirle in altri ambienti». Il consigliere Ferrari fa sapere che, anche in questo caso, «la ditta incaricata dalla Provincia è già intervenuta. Ad ogni modo, al di là dei guasti, ricordo che quest’anno a fare la differenza è il limite massimo imposto al riscaldamento per questioni di crisi energetica: basta un grado in meno per percepire un comfort inferiore a scuola». A Calcinatello. Tornando ai problemi degli scolari più piccoli resta aperto il caso della scuola primaria di Calcinatello: gli impianti, dai controlli effettuati, risulterebbero funzionanti, ma alcuni genitori valutano la possibilità di non mandare i figli a scuola se non verranno garantite al più presto temperature più elevate.

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