Si sentono nel mirino e il barattolo di vernice conservato nel locale ne è una prova: da quando hanno aperto un anno fa, i due gestori della «Gintoneria del Carmine in via Battaglie devono ciclicamente ricoprire con la pittura le poco amichevoli scritte lasciate sul muro esterno da un anonimo imbrattatore.
Costante, nelle frasi, il riferimento a una presunta trasformazione del Carmine da zona popolare a quartiere borghese, che per lui, o per lei, è connessa per qualche ragione al locale: «La gentrificazione vi ha dato un bel mestiere», è una delle ultime scritte.



