Riqualificare i Trinceroni di Urago Mella nel parco delle Colline

Il Consiglio di quartiere lavora ad un progetto per recuperare le strutture abbandonate
Trinceroni, camminamenti sono semiostruiti da terra e fango -  © www.giornaledibrescia.it
Trinceroni, camminamenti sono semiostruiti da terra e fango - © www.giornaledibrescia.it
AA

Riqualificare i «Trinceroni», resti del passato bellico ancora visibili ad ovest della nella nostra città, all’interno del Parco delle colline, nel territorio compreso tra i comuni di Brescia, Cellatica e Collebeato.

 Quelle «cicatrici» lasciate dalla guerra, «manufatti realizzati durante la Prima guerra mondiale dai prigionieri austro-ungarici e utilizzati non solo nel corso della Grande Guerra, ma anche durante la Seconda come postazioni della contraerea italiana per contrastare i bombardamenti anglo-americani, e infine sfruttati anche dai partigiani durante la Resistenza.

Abbandonati. Oggi sono in uno stato di abbandono, seminascosti dalla vegetazione, con terrapieni crollati che hanno occupato le gallerie delle trincee, e quindi poco fruibili. Da qui l’idea di presentare un progetto per la loro rivalutazione sul quale sta lavorando il Consiglio di quartiere di Urago Mella, presideuto da Francesco Abrami, e che ha coinvolto un giovane studioso come l’archeologo Marco Mottinelli che si è occupato di censire i manufatti bellici della «Terza linea» a Sonico. Presto l’idea prenderà forma con la sua notifica alla Soprintendenza. «Ci piacerebbe che i Trinceroni tornassero visitabili - spiega Abrami -, come per le trincee in Valle Camonica».

Nella parte cerchiata dove si trovano le vecchie strutture belliche abbandonate -  © www.giornaledibrescia.it
Nella parte cerchiata dove si trovano le vecchie strutture belliche abbandonate - © www.giornaledibrescia.it

Per una riscoperta del territorio che in questo periodo di pandemia e di passeggiate all’interno dei confini comunali sta interessando moltissimi bresciani. I Trinceroni si trovano lungo il sentiero 18, nel Parco delle Colline, sul monte Picastello. «Si tratta di un progetto - continua a spiegare il presidente Abrami - di archeologia del paesaggio, delle architetture storiche e delle vestigia militari della Grande Guerra, che parte dallo studio dei catasti ottocenteschi che sono ricchi di informazioni». Si dovrebbe partire quindi da una mappatura delle tracce - belliche ma non solo - esistenti, per poi passare ad uno studio degli elementi architettonici che quindi consentirà di individuare quali possano essere le strutture più meritevoli di valorizzzazione e riqualificazione, con anche l’utilizzo di pannelli esplicativi dai contenuti specialistici. Poi si potrebbe pensare ad una mappatura digitale di questa parte del territorio, creando mappe tematiche fruibili anche on line, arrivando alla creazione di un sito ad hoc. Gli attori. «Nel progetto vanno coinvolti non solo gli enti territoriali, per primo il Parco delle Colline - prosegue Abrami nella presentazione -, ma anche i privati e le associazioni di volontariato, gli storici locali per confrontare ed integrare le conoscenze». Per far sì che i bresciani conoscano - attraverso questo ragionato progetto di recupero - e possano conoscere quei resti della Grande guerra a due passi da casa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato