Come immagine profilo ha scelto le iconiche scarpe rosse, simbolo di protesta contro la violenza sulle donne. Di persona però si fa avanti con il suo volto, il suo nome e la sua storia. Che racconta senza intermediari usando la sua voce e quella di suo figlio.
Moira Cucchi ha chiamato giustamente «Il viaggio del coraggio» l’iniziativa che ha intrapreso da poco a beneficio della comunità intera. Parla di quello che ha vissuto, spesso insieme ad avvocate, psicologhe, volontarie, forze dell'ordine e a Maurizio Vecchi, autore di un libro sulla sua vicenda («Il volto crudele dell’amore»). È bresciana ed è una donna sopravvissuta a violenza che ha deciso di condividere la sua esperienza di abuso e rinascita con cittadini e studenti delle scuole superiori, dopo averlo fatto nel podcast del Giornale di Brescia «Mi chiamava amore», uscito il 25 novembre 2022. «Troppo spesso si finge che il problema non esista o si evita di prestare attenzione. Ho scelto di portare in giro la mia storia per dare coraggio ad altre donne affinché riescano a togliersi da situazioni simili a quelle che ho vissuto io e per far capire a tutti gli altri cosa voglia dire» dice Cucchi.
E così, Moira e Sean hanno cominciato a girare insieme. Il tour è iniziato il 3 novembre a Cividate al Piano, in provincia di Bergamo, e proseguirà domani, 10 novembre, a Urago d’Oglio (Sala Civica-Biblioteca, ore 21), per poi fare tappa il 17 a Cazzago San Martino (Teatro Rizzini, ore 20.30), il 24 a Coccaglio (Auditorium San Giovanni Battista, ore 20.45), il 25, Giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne, a Castel Mella e il 26 a Roccafranca (i dettagli sulla pagina Facebook «Il viaggio del coraggio»). «Stiamo organizzando un incontro anche con l’istituto Golgi di Brescia - anticipa Cucchi -. Il 25 saremo al Riva di Sarnico, e per noi queste sono le esperienze più preziose. Dobbiamo partire dai ragazzi perché è con loro che possiamo cambiare la consapevolezza di tutti sulla violenza di genere».
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