Entro l'estate la biblioteca cittadina per eccellenza sposerà il digitale. Ma non per sfogliare "pagine qualunque". A fare il grande passo sarà il cosiddetto "Fondo antico", vale a dire i 300mila volumi, tra manoscritti e giornali d'epoca, conservati all'interno della Queriniana e finora consultabili solo in sede. Per loro, infatti, la fotocopiatrice è sempre stata bandita.
Un risultato, questo, che rappresenta l'epilogo di un lavoro avviato dal direttore della sede centrale, Ennio Ferraglio, circa tre anni fa e strutturato grazie alla collaborazione del Settore informatica del Comune. Un modo, spiega Ferraglio, per coniugare l'utile al dilettevole: "Con questa iniziativa - chiarisce - da un lato abbiamo l'occasione di favorire non solo gli studiosi e i ricercatori, ma anche i numerosi giovani alle prese con la tesi di laurea, spesso costretti a copiare manualmente parte degli scritti; dall'altro di conservare ancor meglio il fondo antico".


