La rivoluzione digitale voluta dal Governo per rispondere alle esigenze dell’Europa doveva scattare dal primo gennaio. «Ma per fortuna non parte. Avrebbe comportato la paralisi della giustizia e si sarebbe bloccata l’attività delle procure».
Claudia Moregola, sostituto procuratore a Brescia e referente per l’informatica e l’innovazione per l’intero distretto - Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona - non usa giri di parole per il flop di App, Applicativo processo penale, introdotto dal Ministero della Giustizia per eliminare la carta nel penale. A partire dalle indagini preliminari. «Non funziona ed è inutilizzabile» tuona Moregola, reduce da un incontro al Csm. Il Governo ha preso atto delle difficoltà e ha spostato di un anno l’entrata in vigore del processo penale telematico, previsto dagli accordi per ottenere i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).




