Primarie Pd fra Schlein e Bonaccini: a Brescia obiettivo 15mila votanti

Si vota domenica dalle 8 alle 20 nei 115 seggi del Bresciano. Nel 2019 votarono in 25mila
I due sfidanti alle Primarie del Pd Bonaccini e Shlein -  Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
I due sfidanti alle Primarie del Pd Bonaccini e Shlein - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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I numeri di dieci anni fa sono inarrivabili. Ma in casa Pd sono ottimisti: domenica, alle primarie aperte, si punta a raggiungere almeno quota 15mila votanti nel Bresciano. Un obiettivo ambizioso, vista anche l’affluenza delle Regionali, poco più del 40%. «Temo che rispetto ai numeri del 2019, quando votarono in 25mila, vi sarà una flessione - spiega il segretario provinciale Michele Zanardi -. Gli iscritti al partito, però, hanno tenuto. Stiamo vivendo una fase di vivacità e rilancio. Le primarie sono uno strumento di partecipazione attiva, una festa della democrazia: se arriveremo a 15mila voti sarà un buon risultato».

Come si vota

La macchina organizzativa, affidata ad Alessandro Duina, è significativa: 115 seggi sparpagliati per la provincia, 18 in città, 600 persone in campo per la gestione del voto. «Siamo riusciti ad essere presenti in modo capillare». L’elenco completo si può trovare su pdbrescia.it o sul sito delle primarie: primariepd2023.it 

Si voterà domenica dalle 8 alle 20. Possono votare tutti i cittadini italiani, basta presentarsi al proprio seggio con un documento di identità. Al voto potranno partecipare anche i cittadini stranieri residenti in Italia, i minori dai 16 anni in su, i lavoratori e gli studenti fuori sede che si siano pre-registrati entro ieri sulla piattaforma online. Il voto è aperto a tutti gli elettori, non solo a quelli del Pd o agli iscritti. Chi vota dovrà comunque dichiarare di «riconoscersi nella proposta politica del Partito democratico e di sostenerlo alle elezioni».

Così nei circoli

Si parte dal voto dei circoli: anche nel Bresciano ha prevalso Stefano Bonaccini con il 44,28%, ma in maniera meno netta rispetto al dato nazionale (52,87%). A contendergli la leadership del Partito Democratico c’è la sua ex vicepresidente dell’Emilia Romagna Elly Schlein che, tra gli iscritti bresciani, ha preso il 36,6%, due punti in più della media nazionale.

Le proposte

La mozione di Bonaccini si chiama «Energia popolare per il Pd e per l’Italia» (44 pagine), quella di Schlein «Parte da noi!» (33 pagine). Sullo sfondo la necessità condivisa di rilanciare il Pd. Oltre al nuovo segretario, gli elettori eleggeranno anche l’assemblea nazionale del Pd, ridotta a 600 componenti. Brescia nominerà 12 membri: 5 del collegio della città, 7 nel collegio Valli e Garda.

Per Schlein

«Le nostre liste esprimono in pieno lo stile e la proposta di Elly Schlein - spiega Camilla Bianchi, capolista per la lista cittadina e assessora nel Comune di Bovezzo -: sono liste plurali che rappresentano la ricchezza e la diversità territoriale. Crediamo davvero che in questa fase sia necessario un profondo rinnovamento anche all’interno delle strutture del Partito Democratico». «È l’ora di proporre un modo nuovo di fare politica, che cammini al passo di chi sta più indietro - aggiunge Massimo Reboldi, vicesegretario provinciale del Pd e capolista della lista Garda e Valli -. Le competenze qui presenti vogliono proprio ribadire quanto sia importante riavvicinare le persone alla politica e per farlo c’è bisogno di energia nuova». A sostegno di Schlein ci sono anche Articolo 1 e la gran parte dei sostenitori della mozione Cuperlo a titolo «personale», come la più preferenziata tra le donne alle elezioni regionali Miriam Cominelli («Elly può rappresentare una sinistra non autoreferenziale, capace di mettere insieme i diritti civili e sociali con il progresso nel mondo del lavoro e la tutela dell’ambiente») e il presidente dell’assemblea regionale Claudio Bragaglio («Schlein rappresenta l’indispensabile esigenza d’un profondo cambiamento e d’una discontinuità rispetto al passato»).

Per Bonaccini

La mozione Bonaccini fa invece il pieno di amministratori locali e punta a tenere insieme concretezza e spinta ideale per essere «una sinistra di governo e non di testimonianza». «La forza della mozione - spiega la capolista nel colleggio Garda e Valli Elena Ringhini - è che non si ferma a indicare principi ideali ma vuole riportare al centro del dibattito politico il Pd come asse portante del centrosinistra». «Nonostante le difficoltà, siamo l’unica grande forza politica in grado di coinvolgere centinaia di migliaia di persone - spiega il sindaco di Brescia e recordman di preferenze alle regionali Emilio Del Bono, capolista della mozione in città-. Bonaccini è il leader che può ridare centralità al Pd senza inseguire il Terzo Polo o il M5s: solo così si può costruire una vera alternativa alla destra. Serve un Pd plurale, che sappia parlare a tutti, non solo a un segmento dell’elettorato. Un Pd che tiene insieme imprese e lavoro, sviluppo e ambiente».

A sostegno di Bonaccini anche il segretario provinciale e cittadino del partito, Michele Zanardi e Tommaso Gaglia, il senatore Alfredo Bazoli («qualcuno sta mettendo in discussione l’identità e lo stesso nome del Pd, secondo noi vanno invece recuperate le idee originarie di 15 anni fa: un partito plurale con una cultura di governo, locale e nazionale») e il deputato Gianni Girelli («dobbiamo essere il partito del territorio»). Con Bonaccini anche gran parte della mozione De Micheli, tra cui Pier Luigi Mottinelli.

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