Padre e figlia sono lontani da nove mesi. Il genitore, allenatore di calcio, ai domiciliari, accusato di violenza sessuale proprio dalla ragazza non ancora maggiorenne.
«Ha abusato di me per quattro anni» aveva raccontato facendo scattare l’arresto. Nessuno in famiglia si era però accorto di nulla. «Ha qualche disturbo della personalità che porta a racconti non sempre conformi alla realtà» hanno spiegato gli esperti nominati dal tribunale per capire la reale capacità della ragazzina di testimoniare. E al giovane ieri in aula è stata ascoltata, in audizione protetta e a porte chiuse, per più di due ore. Avrebbe confermato le accuse, in modo generico senza però specificare aspetti e dettagli.
Concludendo poi con una frase ad effetto: «Io a papà voglio bene». Lo ha scritto anche in un sms mandato poche settimane fa al genitore in occasione del compleanno. «Sei sempre mio papà». Oltre alla giovane vittima sono stati ascoltati anche alcuni ex allenatori della ragazzina. Uno in particolare ha raccontato di quando la giovane è stata allontanata dalla squadra, cambiando club, perchè in rotta con il resto del gruppo. Il processo riprenderà il prossimo 17 luglio con l’esame dell’imputato.



