Brescia e Hinterland

Porta sconosciuto a processo: «Mi pedinava e spiava col gps»

La donna: «Temevo volesse rapire mio figlio». Imprenditore del centro accusato di stalking
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

La presunta vittima trovò un rilevatore gps attaccato all’auto - © www.giornaledibrescia.it
La presunta vittima trovò un rilevatore gps attaccato all’auto - © www.giornaledibrescia.it

Dice di esserselo trovato ovunque: fuori dalla scuola del figlio, fuori dal bar dove faceva colazione tutte le mattine, incollato allo specchietto retrovisore della sua auto, per interminabili minuti, lungo strade fuori dalle rotte più comuni. Di averlo avuto sempre addosso, anche quando era a distanza di sicurezza, tramite un trasmettitore gps. Un incubo senza senso, orchestrato da uno sconosciuto e per ragioni sconosciute durato qualche mese. Un incubo davanti al quale passa al contrattacco e dà il là ad un processo per stalking.

Lei, 44enne mamma, e lui, 61enne imprenditore di casa in centro storico, ieri dopo anni si sono ritrovati in aula in Tribunale, davanti al giudice Mauro Ernesto Macca. La parola è toccata alla donna, assistita dall’avvocato Alessandro Brizzi. L’uomo, difeso dall’avv. Giuseppe Pesce, avrà modo di rispondere ad ottobre, per la prossima udienza del processo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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