Pronti, via. Anzi: non pronti, ma comunque via. Anche nel Bresciano ai nastri di partenza della lotteria degli scontrini ieri mattina non tutti gli esercenti si sono presentati. Secondo Carlo Massoletti, presidente provinciale di Confcommercio, sono uno su due. I motivi? «Le imprese che aggiornano i registratori di cassa rendendo possibile questa operazione sono oberate di lavoro. E le difficoltà economiche del periodo non invogliano certo i negozianti a sostenere ulteriori esborsi».
In più: «Non si capisce l’utilità di una simile iniziativa a spese delle attività commerciali. Serve per incentivare i consumi? Mi auguro di sì, perché se è stata varata per contrastare l’evasione fiscale non ci siamo: il fenomeno va combattuto altrove». Come Confcommercio, anche Confesercenti ritiene sbagliato aver fatto partire la lotteria ora: «Molte aziende, soprattutto quelle piccole, non sono pronte - osserva Stefano Boni, direttore generale per la Lombardia Orientale -. C’è il rischio che si crei uno squilibrio concorrenziale tra chi si è già adeguato e chi invece, per varie ragioni, non l’ha ancora fatto. A mio avviso l’adesione non dovrebbe essere obbligatoria, ma volontaria. E se si vuole incentivare i pagamenti elettronici bisognerebbe abbattere i costi delle transazioni».




