Brescia e Hinterland

Pinky: «Vorrei abbracciare la ragazza aggredita per il video su Tik Tok»

Parla la donna sopravvissuta a un tentativo di omicidio da parte del marito e diventata simbolo della lotta contro la violenza sulle donne
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Pinky fuori dal tribunale dopo la condanna dell'ex marito nel 2017 - Foto Gabriele Strada Neg © www.giornaledibrescia.it
Pinky fuori dal tribunale dopo la condanna dell'ex marito nel 2017 - Foto Gabriele Strada Neg © www.giornaledibrescia.it

Parla in treno mentre sta andando a Milano per ritirare il premio «Women for Women». Per il suo impegno a favore delle donne.

«Ho letto la storia della ragazzina aggredita per il video su Tik Tok. Non ci voglio credere» commenta Pinky Kaur Aoulakh, alla quale il marito diede fuoco nel 2015 a Dello perché non accettava il suo stile di vita occidentale e che in questi anni è diventata un simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. A novembre è stata una delle voci protagoniste nel podcast del Giornale di Brescia «Mi chiamava amore», che parla di violenza psicologica.

Cosa pensa di questa vicenda che arriva dalla città?

«Capisco la ragazza e la vorrei abbracciare. La sua è la storia di tanti giovani che crescono in Italia e che si trovano a combattere tra due realtà. La loro legata ad una visione occidentale e quella della famiglia di origini. Questa ragazza vuole essere come i suoi i coetanei e il video su Tik Tok è gesto innocuo, naturale per la sua età. È inaccettabile che sia stata picchiata perché si è tolta un velo. È allucinante».

Stanno aumentando le giovani che si ribellano?

«Dalle richieste che ricevo direi proprio di sì. Le ragazze prendono sempre più coscienza della situazione. Si rendono conto che possono essere autonome, libere e possono realizzarsi. Non sempre però a famiglia le asseconda e anzi cerca di tarpare le ali alle ragazze. Sto seguendo il caso di una 30enne che vuole allontanarsi dal marito che la incolpa perché non riesce a mettere al mondo un erede maschio e teme che la possa portare in India e abbandonare. Come se la colpa fosse della ragazza. Siamo indietro di molti anni».

Lei ha vissuto un dramma ed è riuscita a sopravvivere. Ha una figlia quasi adolescente. Come si comporta con lei?

«Cerco di darle libertà nel rispetto di tutti. Si veste come vuole, può avere i capelli sciolti o tenerli come preferisce. Cerco di essere una mamma occidentale rispettando l'ambiente in cui sta crescendo. Non voglio che in alcun modo si senta in difficoltà. Mio figlio invece è più piccolo e gli sto facendo capire che non c'è differenza tra uomo e donna e che la libertà è fondamentale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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