Questa prima fornitura «parlerà» ancora inglese (le confezioni sono infatti quelle originiali, etichettate Merck&Co), ma le prossime confezioni avranno una loro veste italiana. Intanto, però, si parte: da questa mattina l’ospedale Civile di Brescia non solo avrà le sue 50 scatole di Molnupiravir, l’attesa pillola anti-Covid, ma sarà a tutti gli effetti l’hub fornitore per tutti gli ospedali della Lombardia Orientale, al pari del Sacco di Milano che si occuperà invece della distribuzione nella parte Occidentale della nostra Regione. Ecco perché, oltre ai primi 50 blister da domani a disposizione degli utenti idonei al trattamento, i magazzini del nostro ospedale accoglieranno altre 500 confezioni: il bancale rappresenta la scorta.
La fornitura - composta complessivamente, a livello regionale, da 1.800 trattamenti - è stata in toto consegnata al Sacco di Milano nella giornata di ieri. In questa prima fase la distribuzione, come sancito all’interno della circolare del 30 dicembre - è capillare. Tradotto: ogni centro prescrittore (ovvero i diciassette reparti di Infettivologia presenti in Lombardia) avrà in dotazione 50 scatole di Molnupiravir (il cui nome commerciale è Lagevrio) per 50 pazienti. Le mille confezioni rimanenti restano invece in giacenza nei due «hub fornitori»: appunto l’Asst Spedali Civili di Brescia e il Sacco di Milano. L’antivirale è disponibile solo ed esclusivamente negli ospedali e - almeno in questa prima fase - non è previsto come farmaco da banco, per questo non si può acquistare né trovare nelle farmacie.




