Brescia e Hinterland

Picchiato sulla metro, il parroco di San Polo: «C’è molta preoccupazione»

Don Marco Mori parla ogni giorno con i giovani in quartiere. «Violenza che non mi stupisce più»
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

La metro di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
La metro di Brescia - © www.giornaledibrescia.it

Non si è stupito, ma non per questo non è preoccupato. «Purtroppo da tempo conviviamo con episodi di microcriminalità in quartiere, con aggressioni a giovanissimi. Era accaduto una settimana anche in oratorio». Don Marco Mori è il parroco di San Polo, dove tra i ragazzi tiene banco quanto accaduto lunedì mattina su un vagone della metropolitana.

Con il pestaggio di un 19enne da parte di un gruppetto di sei-sette ragazzi tra i 15 e i 18 anni che hanno colpito con calci e pugni la vittima, poi abbandonata in strada una volta che alla stazione San Polo si sono riaperte le porte della metro. Il ragazzo non ha voluto denunciare. Probabilmente per paura di eventuali ritorsioni. «Questo mi fa pensare» commenta don Marco Mori che anche nel pomeriggio di ieri ha incontrato diverse mamme preoccupate. «C’è un po’ di tensione a San Polo» ammette il sacerdote, punto di riferimento dei molti giovani che frequentano l’oratorio.

Don Marco Mori - © www.giornaledibrescia.it
Don Marco Mori - © www.giornaledibrescia.it

«Mi preoccupa anche il fatto - prosegue - che nessuno dei passeggeri sia intervenuto in aiuto del giovane che veniva picchiato. Se gli adulti restano a guardare è finita. Se i genitori preferiscono girarsi dall’altra parte dicendo: "Non è mio figlio" o se dicono "preferisco non interessarmi per non passare guai" non andiamo da nessuna parte» spiega don Marco. Il parroco da mesi sta lottando in quartiere al fianco di forze dell’ordine e servizi sociali per fermare la violenza giovanile. «Ci sono problemi e non possiamo nasconderci. Vedo una doppia escalation: di violenza da parte dei ragazzini, e di paura da parte della gente» spiega il prete bresciano. «Siamo dentro ad una palude in cui è molto difficile muoversi. Per noi educatori, per le famiglie, per le forze dell’ordine e anche per la politica».

E poi entra nel dettaglio. «Non so chi siano i responsabili del pestaggio sulla metropolitana, ma posso dire che a San Polo abbiamo piccole bande composte da giovani che si mischiano tra di loro. Aggrediscono, minacciano. Fanno queste cose senza ragione, solo per dimostrare di essere i presunti controllori di un parte di territorio. Creano un senso non sicurezza che si percepisce».

Le indagini

Nel frattempo sul pestaggio in metro proseguono le indagini dei carabinieri. Nonostante la vittima non abbia voluto sporgere denuncia. I militari hanno acquisto i video a circuito chiuso messi a disposizione da Brescia Metro e registrati dalle telecamere a bordo dei treni e all’interno della stazione San Polo.

Ancora da capire poi il motivo che ha spinto il gruppo ad aggredire il 19enne in quella che è sembrata a tutti gli effetti una spedizione punitiva. Durata il lasso di tempo tra le due fermate San Polino-San Polo. Poco meno di due minuti di violenza inaudita tra calci, pugni e sputi.

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