Brescia e Hinterland

Piazza Loggia, la voglia di ricordare e la rabbia

La celebrazione al cimitero Vantiniano con la deposizione di una corona, quindi l'incontro in piazza davanti alla stele dei caduti.

La celebrazione eucaristica al cimitero Vantiniano con la deposizione di una corona, quindi l'incontro in piazza davanti alla stele dei caduti e il pomeriggio con tanti appuntamenti. Così Brescia ha voluto ricordare la strage di piazza Loggia, avvenuta il 28 maggio 1974.

La strage impunita. La sentenza di assoluzione del 16 novembre scorso è stata la grande nuvola in grado di oscurare il sole che brillava su piazza Loggia. Alcune migliaia di persone hanno partecipato alla commemorazione della strage in cui trentasette anni fa morirono Giulietta Banzi, Livia Bottardi, Clementina Calzari, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti, Alberto Trebeschi e Vittorio Zambarda. Senza scordare le 102 persone ferite dalla bomba esplosa alle 10.12 del 28 maggio 1974.

Alla stessa ora, questa mattina, si è tenuto un minuto di silenzio mentre otto palloncini bianchi volavano in cielo. Prima sindacati, partiti, studenti e associazioni hanno depositato decine di corone di fiori. Una di queste è stata portata dagli immigrati della gru.

Dopo il silenzio, sono arrivate le parole dei tre relatori sul palco, Gianluigi Petteni, segretario della Cisl Lombardia, Alessandro Tura, presidente della Consulta degli studenti, e Giuseppe Montanti, dell’Associazione familiari caduti Strage di Piazza Loggia. Discorsi accomunati dalla voglia di giustizia e dalla necessità di non dimenticare. In seguito è arrivato in piazza anche il corteo degli antagonisti. Erano alcune centinaia, tra studenti, precari e migranti. Senza tensioni, ma con molta voglia di far sentire la propria voce.

Nel pomeriggio una piazza gremita ha poi seguito l'intervento di Lella Costa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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