Piani di recupero e aree dismesse: ecco dove investire

Regione Lombardia rilancia il bando AttrACT, «vetrina» a disposizione dei Comuni e strumento per le imprese
Nel bando rientrano anche le aree dismesse - Foto © www.giornaledibrescia.it
Nel bando rientrano anche le aree dismesse - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Nella lista delle operazioni «concluse» ci sono per esempio l’enorme area di Cividate al Piano, nella Bergamasca, dove sta per aprire il nuovo centro di distribuzione Amazon. Ma anche l’insediamento Biotech a Legnago (Milano) e Sanofi a Origgio (Varese), sono passati per «AttrAct», il progetto messo in campo da Regione Lombardia per «attrarre investimenti» sul territorio mettendo in contatto domanda e offerta, in pratica le aziende (anche straniere) con i Comuni (ma non solo). Come? Con un ventaglio di misure. Una vetrina online dove sono mappate le «opportunità insediative» (sia aree che immobili) e i progetti di investimento. Accordi con i Comuni per semplificare le procedure bucocratiche. Contatti con imprese e multinazionali per «assisterle» nella ricerca di occasioni di crescita.

«Il programma AttrAct - spiega l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi - ha già permesso alla Lombardia di crescere in numero di investitori e confermarsi la Regione più attrattiva d'Italia e tra le maggiori in Europa. Per questo abbiamo riproposto il progetto rinnovato, con la consapevolezza che insieme ai sindaci faremo diventare la Lombardia ancora più grande».

La prima manifestazione di interesse era stata lanciata nel 2017. Lunedì Regione e Unioncamere - i due promotori dell’iniziativa - hanno aperto il nuovo bando per raccogliere le candidature da Comuni ed enti locali (per farlo: servizionline.lom.camcom.it). Finora sono stati 55 i Comuni lombardi che hanno aderito, 5 bresciani (Acquafredda, Pavone del Mella, Toscolano, Desenzano e Collebeato), con 121 «opportunità insediative». Di queste 13 sono state collocate (vendute o affittate), tra cui una a Pavone Mella. Ma in realtà i contatti con le imprese interessate sfiorano il centinaio l’anno.

Il nuovo bando contiene alcune novità. Da quest’anno possono partecipare non solo i Comuni ma anche aggregazioni di Comuni, Comunità Montane e Province. Rispetto alla passata edizione, oltre ad aree edificabili o dismesse o edifici esistenti (quali opportunità di insediamento) sono stati ammessi anche progetti di riqualificazione o di sviluppo urbano «strategici per il territorio». Inoltre tra le funzioni ammissibili è stata inserita quella degli impianti sportivi. Il requisito di superficie minimo per le aree edificabili è stato poi ridotto a 5.000 metri quadrati.

In parallelo è stato lanciato un nuovo sito, www.investinlombardy.com, che rappresenta la porta d’accesso in cui gli investitori possono conoscere le opzioni offerte dai territori ed essere assistiti per tutte le fasi del progetto che intendono sviluppare.

Una dozzina di proposte bresciane

Sul portale appaiono una dozzina di proposte bresciane. Non solo dei 5 Comuni che si erano fatti avanti con il vecchio bando. Ci sono le aree per nuovi insediamenti ad Acquafredda e Pavone del Mella, ma anche il recupero di Villa Serraglio a Toscolano Maderno, edificio del Seicento appartenuto ai Gonzaga e oggi abbandonato destinato a funzioni turistico-ricettive (albergo-ristorante). Desenzano propone il recupero delle ex scuole di via Carducci, immobile destinato a funzioni direzionali (uffici). Collebeato mette invece in vetrina l’ex monastero dei Camaldolesi dove potrebbero trovare posto funzioni sanitarie e assistenziali.

Nel carnet di proposte bresciane c’è anche il recupero dell’area industriale ex Vibo di Berzo Inferiore o i progetti (privati) per nuove residenze in località Tonalina, a Ponte di Legno, con tre blocchi di appartamenti, e il recupero dell’area abbandonata di via Sostegno, a Brescia. Area, quest’ultima, che la Regione nel 2019 aveva già portato al Mipim di Cannes, la più grande fiera immobiliare d’Europa. E che ora potrebbe rinascere visto l’interesse di A2A a realizzarvi la sua sede bresciana.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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